You are on page 1of 10

1 Dott.

Ing Paolo Serafini

Cilc per tutti gli appunti (AUTOMAZIONE – TRATTAMENTI TERMICI ACCIAIO – SCIENZA delle COSTRUZIONI…)

e-mail per suggerimenti

SEMPLICE ESEMPIO NUMERICO DEL METODO DI ANALISI DINAMICA


Si vuole qui chiarire con un semplice esempio numerico il metodo di calcolo accennato nel
paragrafo 11.4 degli appunti riguardanti le “AZIONI SISMICHE”.
Si seguono passo passo i punti indicati.

1° - Matrice delle masse e delle rigidezze


Supponiamo che la struttura sia costituita da tre orizzontanti. Sia stata effettuata l’analisi dei
carichi e sovraccarichi e il calcolo delle masse gravitazionali abbiano fornito i seguenti risultati:

Orizzontamento Massa gravitazionale kg × 103


1° 45
2° 45
3° 50
Si supponga che le masse possano essere considerate concentrate ai piani; in tal modo si
ottiene per esse la matrice diagonale:

50 0 0 50 1 0 0 50
M= 0 45 0 = 45 ⋅ 0 1 0 = 45 ⋅ I (1.1)
0 0 45 45 0 0 1 45
Si supponga di aver determinato la matrice delle rigidezze, ottenendo:
18000 -22000 13000
K = - 22500 40500 - 21600
13500 -21600 45000 (1.2)

2° - Determinazione dei modi come autosoluzioni del determinante caratteristico


Nel secondo punto del paragrafo 11.4 si è rilevato come nel sistema oscillante a n gradi di
libertà, in assenza del forzante ( M ⋅ u
 g = 0 ), e considerando nulli i coefficienti di smorzamento
viscoso ( C = 0 ), per la determinazione delle oscillazione libere del sistema denominate modi, si
ottenga l’espressione matriciale:
M⋅u
 + K ⋅ u = 0
Si è spiegato poi come, considerando le particolari oscillazioni ω possibili con cui le masse,
sui diversi piani, possano vibrare con lo stesso periodo T ,come se fossero parti di una stessa verga
elastica, si ottenga il seguente sistema omogeneo a n equazioni a n incognite:
− ω 2M + K ⋅ Φ = 0 (2.1)
Questo ponendo ω 2 = λ , dividendo ogni equazione per la propria massa, e indicando con I
la matrice unitaria, si può impostare nella forma più conveniente:
M− 1 ⋅ K − λ ⋅ I ⋅ Φ = 0 (2.2)

L’espressione (2.2) è un sistema omogeneo avente come incognite le componenti


(Φ j1 , Φ j2 ,.., Φ ji ,., Φ jn ) del vettore Φ . Esso ammette soluzioni solamente se il determinante dei
coefficienti è nullo.
Quindi occorre che risulti nullo il determinante della matrice moltiplicativa del vettore Φ
2 Dott. Ing Paolo Serafini

M− 1 ⋅ K − λ ⋅ I = 0 (2.3)
−1
questo è il determinante caratteristico della matrice quadra n × n M ⋅ K , che, uguagliato a
zero, determina l’equazione caratteristica che fornisce le n soluzioni proprie λ 1 , λ 2 ..., λ i ,..λ n , le cui
radici quadre rappresentano le oscillazioni proprie (modi) del sistema oscillante.
Consideriamo così la matrice fattore del vettore Φ

18000 -22000 13000 50 0 0


K − ω M = - 22500
2
40500 - 21600 − ω ⋅ 0
2
45 0
13500 -21600 45000 0 0 45

18000 -22000 13000 50 1 0 0


K − ω M = - 22500
2
40500 - 21600 − ω 2
45 ⋅ 0 1 0
13500 -21600 45000 45 0 0 1

Ponendo ω 2 = λ , dividendo ciascuna equazione della (2.1) uguagliata a zero per la rispettiva
massa, si ottiene il sistema omogeneo nella forma (2.2), il cui determinante uguagliato a zero è:
360 − λ − 450 270
−1
M ⋅K− λ ⋅I = − 500 900 − λ − 480 = 0 (2.4)
300 − 480 1000 − λ

Si ottiene l’equazione caratteristica:


( 360 − λ ) ⋅ ( 900 − λ ) ⋅ (1000 − λ ) + 450 ⋅ 480 ⋅ 300 + 500 ⋅ 480 ⋅ 270 − 300( 900 − λ ) ⋅ 270 − 500 ⋅ 450 ⋅ (1000 − λ ) +
− 480 ⋅ 480 ⋅ ( 360 − λ ) = 0
da cui si ottiene l’equazione di terzo grado:
− λ 3 + 2260 ⋅ λ 2 − 1047600 ⋅ λ + 72756000 = 0 (2.5)
l’equazione ammette tre soluzioni proprie reali e distinte:
 λ 1 = 84,1618

 λ 2 = 523,0382 (2.6)
 λ = 1652,800
 3
da cui si ricavano i modi di vibrare ω j = λ j . Ordinandoli dalla frequenza più bassa alla più
alta si ha:
 ω 1 = 9.16

 ω 2 = 22.8 s − 1 (2.7)
 ω = 40.65
 3

dalle pulsazioni si ottengono i periodi T= sostituendo le (2.7) si ha:
ω
 T1 = 0.69 s

 T2 = 0.27 s (2.8)
 T = 0.154 s
 3

3° - Determinazione degli autovalori, componenti del autovettore Φ


Il sistema omogeneo 3× 3 (2.2) ammette autovalori quando si sostituisce al parametro λ
ognuna delle autosoluzioni λ j ( λ 1 , λ 2 , λ 3 ) determinate, che rendono nullo il determinante dei
3 Dott. Ing Paolo Serafini

coefficienti delle incognite. Queste sono le componenti Φ ji del vettore Φ j del modo j-esimo di
vibrazione (di pulsazione ω j ), che costituiscono la distribuzione delle intensità relative del modo
considerato su ciascun piano i-esomo.
Così sostituendo al parametro λ il valore proprio λ 1 = 84.1618 si ottiene il sistema omogeneo
a 3 equazioni a 3 incognite:
360 − 84.1618 − 450 270 Φ 011

M ⋅ K − λ 1 ⋅ I ⋅ Φ1 = − 500
−1
900 − 84.1618 − 480 × Φ 12 = 0
300 − 480 1000 − 84.1618 Φ 13 0
Esso ammette autovalori in quanto il valore di λ 1 sostituito rende nullo il determinante dei
coefficienti. Gli autovalori si ottengono fissando arbitrariamente il valore di una incognita, ad
esempio Φ 13 = 1 , e ricavando dalle 3-1 equazioni indipendenti le restanti incognite Φ 11 , Φ 12 .

 275.8382 ⋅ Φ 11 − 450 ⋅ Φ 12 + 270 = 0  1° indice si riferisce al modo di vibrazione


 notare: 
 − 500 ⋅ Φ 11 + 815.8382 ⋅ Φ 12 − 480 = 0  2° indice si riferisce al piano
I valori ottenuti si normalizzano rispetto al valore massimo, dividendo per questo tutti i
valori determinati; così il valore massimo ha il valore 1 e una frazione di questo gli altri. Si ottiene:
Φ 11 = 1 , Φ 12 = 0.58 , Φ 13 = 0.05
Lo stesso procedimento si esegue per determinare gli autovalori, componenti rispettivi del
vettore Φ 2 del secondo modo di vibrazione e Φ 3 del terzo modo.
Si ottiene:
1 − 0.63 0.55
Φ1 = 0.58 (3.1) Φ2 = 0.45 (3.2) Φ3 − 1 (3.3)
0.05 1 0.99

4° - Determinazione del fattore di partecipazione γ j

Le oscillazioni libere del sistema a n gradi di libertà sono quei particolari modi di vibrare con
cui i vari orizzontammenti non oscillano indipendentemente l’uno dall’altro, ma
contemporaneamente con un periodo T bene definito, come se fossero elementi appartenenti ad una
stessa verga elastica vincolata alla base. Esse costituiscono i modi principali del sistema.
L’importanza di esse è che, una qualunque deformazione, assunta per effetto della forzante, può
essere descritta come combinazione lineare dei modi principali di vibrare.
I modi principali non partecipano con la stessa intensità nella combinazione che determina la
deformazione effettiva e le relative spinte. Il modo principale a più basa pulsazione (periodo più
alto) ha un peso maggiore delle altre vibrazioni, la cui influenza diminuisce all’aumentare della
frequenza (al diminuire del periodo). Per questo si definisce un coefficiente di partecipazione
modale γ j che tiene conto dell’influenza del modo j-esimo, di pulsazione ω j , alla determinazione
effettiva dello spostamento e alla spinta sismica in una determinata direzione R .
Il fattore di partecipazione modale γ j è espresso dalla relazione:
ΦTj ⋅ M ⋅ R
γ j= (4.1)
M *j
~
con M j = ΦTj ⋅ M ⋅ Φ j (4.2)
ove
Φj è l’autovettore relativo al modo j-esimo di pulsazione ω j , rappresentato dalla matrice
colonna dei suoi componenti Φ j1 , Φ j 2 ,.., Φ j 3 ,., Φ jn relativi ai singoli piani;
4 Dott. Ing Paolo Serafini

ΦTj è la matrice trasposta di Φ j composta dalla riga dei suoi componenti;


M matrice diagonale delle masse;
R è il vettore direzionale di influenza del terremoto. Nel caso che si supponga che il sisma
agisca nella stessa direzione dei gradi di libertà, il vettore R è un vettore colonna
composto da tutti 1.
Il fattore di partecipazione modale γ j si pone come termine moltiplicativo nelle formule di
determinazione delle spinte sismiche sui piani, relative al modo j-esimo di pulsazione ω j

*
4°.1 - Determinazione dell’espressione M j nei tre modi
Dai valori delle componenti ottenute per i tre vettori Φ1 , Φ 2 , Φ 3 riportate in (3.1), (3.2), (3.3)
*
si ricava per ogni modo il valore numerico di M j ; (si noti che si ottiene come risultato uno scalare )
3°.1.1- Primo modo
1
autovettore Φ1 = 0.58
0.05
50 0 0 1
M1* = Φ1T ⋅ M ⋅ Φ1 = 1 0.58 0.05 ⋅ 0 45 0 ⋅ 0.58
0 0 45 0.05
M1* = 1 0.58 0.05 ⋅ 50 26.1 2.25
M1* = 50 + 0.58 ⋅ 26.1 + 0.05 ⋅ 2.25
M1* = 65.25

4°.1.2- Secondo modo


− 0.63
autovettore Φ 2 = 0.452
1
50 0 0 − 0.63
M *2 = ΦT2 ⋅ M ⋅ Φ 2 = − 0.63 0.452 1⋅ 0 45 0 ⋅ 0.452
0 0 45 1
M *2 = − 0.63 0.452 1 ⋅ − 31.5 20.25 45
M *2 = 74.1
4°.1.3- Terzo modo

0,55
autovettore Φ 3 = − 1
0.99
50 0 0 0.55
M *3 = ΦT3 ⋅ M ⋅ Φ 3 = 0.55 −1 0.99 ⋅ 0 45 0 ⋅ −1
0 0 45 0.99
M *3 = 0.55 −1 0.99 ⋅ 27.5 − 45 44.55
M *3 = 104
5 Dott. Ing Paolo Serafini

Riassumendo: M1* = 65.25 M *2 = 74.1 M *3 = 104 (4.3)


4°.2 - Determinazione dell’espressione ΦTj
⋅ M ⋅ R nei tre modi
Il vettore R è rappresentato da una matrice colonna composto da tutti 1, considerando che il
sisma agisca nella stessa direzione dei gradi di libertà. Per i tre modi si ha:
4°.2.1- Primo modo

1
autovettore Φ1 = 0.58
0.05

50 0 0 1
Φ1T ⋅M⋅ R = 1 0.58 0.05 ⋅ 0 45 0 ⋅ 1
0 0 45 1
Φ1T ⋅ M ⋅ R = 1 0.58 0.05 ⋅ 50 45 45
Φ1T ⋅ M ⋅ R = 78.35

4°.2.2- Secondo modo


− 0.63
autovettore Φ 2 = 0.452
1
50 0 0 1
ΦT2 ⋅ M ⋅ R = − 0.63 0.452 1⋅ 0 45 0 ⋅ 1
0 0 45 1
ΦT2 ⋅ M ⋅ R = − 0.63 0.452 1 ⋅ 50 45 45
ΦT2 ⋅ M ⋅ R = 33.75
4°.2.3- Terzo modo

0,55
autovettore Φ 3 = − 1
0.99
50 0 0 1
ΦT3 ⋅ M ⋅ R = 0.55 −1 0.99 ⋅ 0 45 0 ⋅ 1
0 0 45 1
ΦT3 ⋅ M ⋅ R = 0.55 −1 0.99 ⋅ 50 45 45
ΦT3 ⋅ M ⋅ R = 27.05
Riassumendo:
Φ1T ⋅ M ⋅ R = 78.35 ΦT2 ⋅ M ⋅ R = 33.75 ΦT3 ⋅ M ⋅ R = 27.05 (4.4)
Sostituendo le espressioni (4.3) e (4.4) nella (4.1) si ottengono i coefficiente di partecipazione nei
tre modi:
Φ1T ⋅ M ⋅ R 78.35 ΦT2 ⋅ M ⋅ R 33.75 ΦT3 ⋅ M ⋅ R 27.05
γ1= = = 1.2 γ2= = γ3= =
M1* 65.25 M*2 74.1 M *3 104
6 Dott. Ing Paolo Serafini

γ 1 = 1.2 γ 2 = 0.44 γ 3 = 0.25 (4.5)

~
5° - Determinazione delle masse modali partecipanti Mj
Come si è detto i modi di vibrazione non partecipano con la stessa efficacia alla deformazione
o alla spinta sismica: il modo a minore frequenza ha maggiore influenza rispetto alle altre,
interessando una più grande massa partecipante all’oscillazione.
Per determinare il contributo del “modo” all’azione sismica complessiva ci si riferisce alla
~
massa partecipante M j alla vibrazione di quel “modo”, o meglio alla sua % rispetto alla massa
totale.
La massa partecipante è data dalla espressione
~
M j = γ 2j ⋅ M *j
~
Mj =
(
ΦTj ⋅ M ⋅ R )
oppure (5.1)
ΦTj ⋅ M ⋅ Φ
per i tre modi si sono già determinati i seguenti valori:
 65.25  1.2 
   
M *J =  74.1  × 103 kg γ j =  0.44
 104   0.25
   
5.1 - Primo modo
~
M1 = 1.2 2 ⋅ 65.25
~
M1 = 93.96 × 103 kg
5.2 - Secondo modo
~
M 2 = 0.44 2 ⋅ 74.1
~
M 2 = 14.3 × 103 kg
5.3 - Terzo modo
~
M 3 = 0.252 ⋅ 104
~
M 3 = 6.5 × 103 kg
Massa totale partecipante:
~ ~ ~ ~
M tot = M1 + M 2 + M 3 = ( 93.96 + 14.3 + 6.5) × 103 kg
~
M tot = 114.76 × 103 kg
Massa % partecipante dei tre modi:
~
~ Mj
M% = ~ ⋅ 100
M tot
~ 93.96
M1 % = ⋅ 100 = 81.87%
114.76
~ 14.3
M2 % = ⋅ 100 = 12.46% (5.2)
114.76
~ 6.5
M1 % = ⋅ 100 = 5.66%
114.76
Esaminati i valori percentuali ottenuti per le masse partecipanti, nessuna di essi è inferiore al
5%.

6° - Determinazione delle pseudo-accelerazioni dei tre modi


Volendo completare il semplice esercizio proposto, incentrato per sommi capi sul
procedimento di calcolo modale, supponiamo di aver già determinato i parametri riguardanti la
*
pericolosità sismica del sito, a g , F0 , TC in funzione delle coordinate geografiche e del periodo di
7 Dott. Ing Paolo Serafini

ritorno TR riferito ad uno stato limite S.L.U; di avere già calcolati i tre periodi TB , TC , TD che
separano i quattro rami dello spettro in accelerazione, in funzione di TC* . Inoltre sia stato
determinato fattore S , che tiene conto della categoria di sottosuolo (con il parametro S S ) e delle
condizioni topografiche (con il parametro ST ). Supponiamo inoltre, considerato il tipo di
costruzione, di avere già determinato il fattore di struttura q .
Per una più puntuale determinazione dei su citati parametri analizza l’esercizio di “Analisi
lineare statica” del file “Semplice esercizio sull’analisi lineare statica” in preparazione.

Siano rilevati i seguenti parametri:


nella tabella 1 dell’allegato B, in corrispondenza del codice di identificazione ID si siano
g a = 2.3
rilevati: F0 = 2.4 e l’accelerazione espressa in : g
10
9.8
L’accelerazione del suolo in m / s 2 è a g = 2.3 ⋅ = 2.25 m / s 2
10
Siano: a g = 2.25 m/s 2
F0 = 2.4
S = 1.25
TB = 0.15 s
TC = 0.5 s
TD = 2,0 s
q = 5.88
I periodi propri calcolati per i tre modi sono:
T1 = 0.68 s T2 = 0.27 s T3 = 0.154 s
Risulta:
Primo modo
1 TC
TC < T1 < TD S d 1 ( T1 ) = a g ⋅ S ⋅ F0 ⋅ ⋅
q T1
1 0.5
S d 1 ( 0.68) = 2.25 ⋅ 1.25 ⋅ 2.4 ⋅ ⋅
5.88 0.68
S d 1 ( 0.68) = 0.844 m / s 2 (6.1)
Secondo modo
1
TB < T2 < TC S d 2 ( T2 ) = a g ⋅ S ⋅ F0 ⋅ ⋅
q
1
S d 2 ( 0.27 ) = 2.25 ⋅ 1.25 ⋅ 2.4 ⋅
5.88
S d 2 ( 0.27 ) = 1.15 m / s 2 (6.2)
Terzo modo
1
TB < T3 < TC S d 3 ( T3 ) = a g ⋅ S ⋅ F0 ⋅ ⋅
q
1
S d 3 ( 0.154 ) = 2.25 ⋅ 1.25 ⋅ 2.4 ⋅
5.88
S d 3 ( 0.154 ) = 1.15 m / s 2 (6.3)

7° - Determinazione delle forze modali F ji


Si vuole ora determinare, per ogni modo di vibrazione e su ogni orizontamento della
struttura, la spinta sismica. Questa è una forza d’inerzia (massa × accelerazione), nella quale occorre
8 Dott. Ing Paolo Serafini

considerare l’entità della componente di piano dell’autovettore Φ j e il coefficiente γ j di


partecipazione modale.
La distribuzione della spinta sismica sui diversi piani si ottiene ponendo come termine
moltiplicativo la componente di piano Φ ji dell’autovettore Φ j del modo j-esimo (l’indice “j” si
riferisce al modo e “i” si riferisce al piano).
L’influenza del modo alla spinta sismica è ottenuta ponendo come termine moltiplicativo il
coefficiente γ j di partecipazione modale.
L’accelerazione è data dall’ordinata dello spettro di progetto S dj (T j ) riferita al modo j-esimo
di periodo naturale T j .
F ji = M i ⋅ Φ ji ⋅ γ j ⋅ S dj (T j ) (7.1)

5.1 - Primo modo T1 = 0.68 s

1
M1 = 50 × 103 kg Φ1 = 0.58 γ 1 = 1.2 S d 1 ( 0.68) = 0.844 m / s 2
0.05

Si ottiene:
Spinta terzo piano F13 = 50 ⋅ 1 ⋅ 1.2 ⋅ 0.844 F13 = 50.64 × 103 kg
Spinta secondo piano F12 = 45 ⋅ 0.58 ⋅ 1.2 ⋅ 0.844 F13 = 26.43 × 103 kg
Spinta primo piano F11 = 45 ⋅ 0.05 ⋅ 1.2 ⋅ 0.844 F13 = 2.27 × 103 kg
Taglio alla base Vtot = 79.34 × 103 kg (7.2)

5.2 - Secondo modo T2 = 0.27 s

− 0.63
M 2 = 45 × 103 kg Φ 2 = 0.452 γ 2 = 0.44 S d 2 ( 0.27 ) = 1.15 m / s 2
1

Si ottiene:
Spinta terzo piano F23 = − 50 ⋅ 0.63 ⋅ 0.44 ⋅ 1.15 F23 = − 15.94 × 103 kg
Spinta secondo piano F22 = 45 ⋅ 0.452 ⋅ 0.44 ⋅ 1.15 F22 = 10.29 × 103 kg
Spinta primo piano F21 = 45 ⋅ 1 ⋅ 0.44 ⋅ 1.15 F21 = 22.77 × 103 kg
Taglio alla base V2tot = 17.12 × 103 kg (7.3)

5.3 - Terzo modo T3 = 0.154 s

0,55
3
M 2 = 45 × 10 kg Φ3 = − 1 γ 3 = 0.25 S d 3 ( 0.154 ) = 1.15 m / s 2
0.99

Si ottiene:
9 Dott. Ing Paolo Serafini

Spinta terzo piano F33 = − 50 ⋅ 0.55 ⋅ 0.25 ⋅ 1.15 F33 = 7.9 × 103 kg
Spinta secondo piano F32 = − 45 ⋅ 1 ⋅ 0.25 ⋅ 1.15 F32 = − 12.93 × 103 kg
Spinta primo piano F31 = 45 ⋅ 0.99 ⋅ 0.25 ⋅ 1.15 F13 = 12.8 × 103 kg
Taglio alla base V3tot = 7.77 × 103 kg (7.4)
3
Spinte sismiche di piano × 10 kg
Modi di vibrazione
Piani
Modo 1 Modo 2 Modo 3
3° piano 50.64 − 15.94 7.90
2° piano 26.43 10.29 − 12.93
1° piano 2.27 22.77 12.80
Taglio alla base 79.34 17.12 7.77

8° - Combinazione degli effetti relativi ai singoli modi


Si consideri, come esempio di combinazione degli effetti, il valore progettuale da assumere
per il taglio V alla base a cui contribuiscono i singoli modi.
Si rammenta che nel DM 2008 (punto 7.3.3.1) per la combinazione degli effetti relativi ai
singoli modi è utilizzata una combinazione quadratica completa C.Q.C (Complete Quadratic
Combination) degli effetti relativi a ciascun modo, indicata dalla espressione:
1
 m m 2
E= 
 ∑∑ ρ ij Ei ⋅ E j 

(8.1)
 j= 1 i= 1 
dove:
i indice del modo i-esimo;
j indice del modo j-esimo;
Ei effetto relativo al modo i-esimo;
Ej effetto relativo al modo j-esimo;
m numero di modi significativi presi in considerazione;
ρ ij coefficiente di correlazione tra il modo i-esimo e il modo j-esimo, calcolato con
l’espressione:
8ξ 2 ⋅ β ij3 / 2
(1 + β ) ⋅ [(1 − β ) ]
ρ ij = 2
ij ij + 4ξ 2 ⋅ β ij (8.2)

Tj
β ij è il rapporto tra l’inverso dei periodi di ciascuna coppia i-j di modi: β ij = ; ossia è
Ti
il rapporto tra la pulsazione del modo i-esimo e il modo j-esimo.

Nel caso i esame gli effetti da combinare, ciascuno a meno del fattore × 103 , sono i tre tagli:
V1 = 79.34 V2 = 17.12 V3 = 7.77
Con la combinazione quadratica completa C.Q.C, il taglio da porre a progetto è fornito dalla
espressione :
10 Dott. Ing Paolo Serafini

1
 3 3 2
V=  ∑∑
 j= 1 i= 1
ρ ijVi ⋅ V j 

(8.3)
 
T1 = 0.68 T2 = 0.27 T3 = 0.154 ξ = 0.05
si ottiene:
T1 T2
β 11 = =1 β 12 =
= 0.397058 … ecc. vedere tabella
T1 T1
si calcolano i parametri ρ ij . Così per esempio:
8 ⋅ 0.052 ⋅ 0.3970582
…. ρ 12 =
[
(1 + 0.397058) ⋅ (1 − 0.397058) 2 + 4 ⋅ 0.052 ⋅ 1 + 0.3970582
….. ecc. vedere tabella
]
Periodo Taglio alla base
Modi β ij ρ ij
s × 103 kg
Modo 1 0.68 79.34 β 11 1.000000 ρ 11 1.000000
Modo 2 0.27 17.12 β 12 0.397059 ρ 12 0.009746
Modo 3 0.154 7.77 β 13 0.226471 ρ 13 0.002926
β 21 2.518519 ρ 21 0.009746
β 22 1.000000 ρ 22 1.000000
β 23 0.570370 ρ 23 0.028831
β 31 4.415584 ρ 31 0.002926
β 32 1.753247 ρ 32 0.028831
β 33 1.000000 ρ 33 1.000000

Sviluppando l’espressione (8.3) si ha:


1
3

∑ (ρ )
2
V= 1j ⋅ V1 ⋅ V j + ρ 2 j ⋅ V2 ⋅ V j + ρ 31 j ⋅ V3 ⋅ V j +
j
1
 ρ 11 ⋅ V1 ⋅ V1 + ρ 21 ⋅ V2 ⋅ V1 + ρ 31 ⋅ V3 ⋅ V1 + ρ 12 ⋅ V1 ⋅ V2 + ρ 2 j ⋅ V2 ⋅ V2 + ρ 32 ⋅ V3 ⋅ V j 2 +2
V=  
 ρ 13 ⋅ V1 ⋅ V3 + ρ 23 ⋅ V2 ⋅ V j + ρ 33 ⋅ V3 ⋅ V3 
 
sostituendo i valori riportati in tabella si ottiene:

V = 81.768 × 103 kg