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n° 104

Bimestrale - Anno XVI

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Dicembre 2018 - Gennaio 2019
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Bimestrale
Dicembre 2018 - Gennaio 2019

Soggetto Scala Pag.


SEPECAT JAGUAR GR3A di Angel Expósito 1/72 6 montaggio
SPITFIRE Mk.VIII di Kamil Feliks Sztarbała 1/48 12 montaggio
UH-60M di Daniele Guglielmi 24 close-up
Pfalz D.IIIa Tatzelwurm di Mauro Murta 1/32 32 montaggio
Blackburn Roc di Vitor Costa 1/72 46 montaggio

Rubriche
Accessori 58
Scatole 62

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na delle cose imprescindibili di questo hobby sono i guai. Tempo addietro scrissi una frase che

U spesso torna in mente ai modellisti: l’arte del modellismo non consiste nel costruire modelli ma
nel rimettere a posto i casini che si combinano mentre si fa modellismo!
Ora possiamo aggiungere un ulteriore step: Non tutti i casini vengono per nuocere!
Li per li quando facciamo un paciugo tiriamo giù tutti i santi del paradiso, qualche modello ahimè finirà spiccica-
to contro il muro, qualche altro verrà rappezzato alla bell’e meglio con tanto di scuse fantasiose a cui non crede
nessuno, tipo: lì è stato ridipinto, si proprio lì (cioè dove è venuto via il colore quando ho levato la mascheratura)
oppure un poco provvidenziale straccio ricoprirà parte del parabrezza...
Altri verranno pazientemente corretti e altri ancora giaceranno in una scatola in fondo allo scaffale nei secoli dei
secoli.
La soluzione sta invece nel prendere atto di ciò che è successo e mettere via l’informazione per usi futuri. Facciamo
un esempio, a chi non è successo di elargire generosamente il trasparente opaco sul modello e ritrovarsi con una
diffusa e tenacissima patina biancastra, che non se ne va in nessun modo se non riverniciando? Ebbene, ieri notte
mentre traducevo l’articolo dello Spitfire che leggerete su questo numero sono stato folgorato dal colpo di genio di
Felix: come si fa a riprodurre il deposito biancastro lasciato dai fumi di scarico sulla carlinga? Proprio quell’aspet-
to si biancastro ma diffuso, una patina opaca, sporca, una cosa particolarissima, unica. Ebbene si, proprio con il
Flat Clear, lui, il maledetto Flat Clear dato generosamente ad aerografo riproduce esattamente questo effetto! Andate
a vedere il modello, è incredibile e testimonia proprio ciò: non tutti i guai vengono per nuocere!
Tendo a dimenticarmi sistematicamente ma ogni anno la grafica diligentemente mi ricorda di met-
tere gli auguri di Buone Feste da parte di tutta la Redazione!
Thomas Abbondi
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SEPECAT
JAGUAR GR3A
RAF Coltishall, 2004
Il modello Hasegawa ha i suoi anni ma è ancora valido a tutt’og-
gi. In questa scala, a parte Italeri, nessun produttore lo ha realiz-
zato; non c’è molta scelta per le belle linee di questo velivolo che
ha giocato un ruolo importante presso diverse forze armate.

di Angel Expósito

1/72 HASEGAWA

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Montaggio
Il modello è pannellato in negativo, Ho poi preparato degli spaghetti di
con un buon dettaglio generale. Per Blue-Tac e ho mascherato le zone
poter realizzare le versioni GR1 o dello schema disruptivo, che sono
GR3 il produttore ha omesso la parte poi state dipinte con Off White (H21)
frontale del muso dove si trova il e quindi schiarite con bianco puro
radar di inseguimento. Il cockpit è (H11).
molto semplice, con consolle e cru- Per finire si dipingono in nero i bordi
scotto in decal, stessa cosa per i poz- d’attacco delle ali. Si dà una mano di
zetti dei carrelli. Il carrello va rico- trasparente lucido Gunze H30 e si
struito praticamente da zero. applicano le decal, a loro volta pro-
In generale l’unione dei pezzi è tette da ulteriore lucido. Finalmente si
buona, serve giusto un filo di stucco; passa agli oli per le pannellature e si
per fortuna le ali sono in pezzo unico. realizza qualche trafilatura con i vari
Ho dipinto il cockpit con H32 Gunze, prodotti AK.
variando un po’ i toni anche se si Ho utilizzato il foglio decal della
vedrà ben poco a fusoliera chiusa. Model Alliance MA-72122, posso
Una volta chiuse le due metà si dipin- solo dire che sono perfette e non
gono i pozzetti con H58, quindi si richiedono l’uso di liquidi ammorbi-
maschera e si passa alle zone metal- denti, adattandosi perfettamente da
liche con l’Alclad, successivamente sole.
mascherato. Lo schema scelto rappresenta un
Jaguar GR3A XX720 “GB” del 54th
La colorazione generale è un poco Squadron basato a RAF Coltishall,
complicata perché è composta da con schema tattico artico per l’eserci-
numerose sfumature di grigio che tazione in Scandinavia nel 2004.
partono dal bianco. Lo schema di
base è questo: Dark Sea Grey
SKYMODEL

BS381C:638 (H331) su Dark


Camouflage Grey BS381C:629
(H69).

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Montaggio

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SPITFIRE Mk.VIII

Lo Spitfire Mk.VIII è un’altra delle versioni


del famoso caccia britannico riprodotta
di Kamil Feliks Sztarbala

da Eduard in scala 1/48. Come sempre,


nella serie Profipack abbiamo il kit com- 1/48
pleto composto da quattro stampate più
EDUARD

trasparenti oltre alle fotoincisioni, alle


maschere pretagliate e a ben due fogli
decal, uno della Cartograf per sei diversi
aerei e uno stampato da Eduard per le
stencil.

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Montaggio

Dopo aver realizzato altri Spit Eduard


suggerisco un approccio diverso da
quello proposto dalle istruzioni. Per
prima cosa conviene incollare le parti
inferiori del cockpit alle semifusoliere.
Ho dovuto rifilare il portellino d’acces-
so al posto di pilotaggio e poi l'ho
incollato con la Tamiya Extra Thin
Cement.

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Montaggio

MONTAGGIO Alcuni dettagli sono stati dipinti di lavaggio Wash for NATO Camo
nero con colori acrilici. Vehicles ho dato profondità alle zone
Le piccole fessure si possono chiu- Il seggiolino è stato riprodotto con un metalliche.
dere al meglio usando un poco di pla- materiale composito chiamato Sempre con il dry-brush ho enfatizza-
sticard o di sprue incollati con la cia- Synthetic Resin Bonded Paper; è to certi dettagli con il Vallejo Silver
noacrilica. Si possono rapidamente stato colorato miscelando due toni Grey, alla fine ho creato scrostature
carteggiare e livellare senza fare ruggine della serie AK. sugli spigoli e sulle zone soggette a
ricorso allo stucco. Il pannello strumenti si può riprodurre usura grattando il colore per mettere
Le fotoincisioni piatte da aggiungere in due modi, si usa la parte di plasti- in risalto il Silver sottostante.
sulla plastica si possono fissare con ca piatta sulla quale si incollano le Per garantirmi la perfetta adesione
la colla Tamiya Extra Thin Cement, fotoincisioni oppure si usa il pannello delle semifusoliere ho usato delle
che, anche se non intacca l’ottone, di plastica che va colorato e sul quale mollette. Ad asciugatura avvenuta ho
ammorbidisce la plastica e crea una vanno applicate le decal. sfruttato alcune limette metalliche.
sede e assieme al colore applicato in Le parti sono state fissate su un Piccoli errori si colmano con la colla
seguito fissa sufficientemente bene il pezzo di sprue e spruzzate con una cianoacrilica e poi si usano limette
pezzo quel che basta a non farlo sal- mano di Tamiya Gloss Black. piatte e infine la spugna abrasiva
tare via. Il pannello assemblato è stato protet- bagnata.
Il cockpit è stato suddiviso in una to con una mano di trasparente I rivetti si riprendono con un ago da
serie di sottoinsiemi per facilitare la opaco, evidenziando poi i dettagli cucire, quindi si ripristinano le pan-
colorazione. con un dry-brush grigio chiaro. nellature.
Per prima cosa ho dato un fondo di I quadranti sono stati riprodotti con Per montare lo scarico occorre effet-
Mr.Color Silver, mascherando le parti goccioline di Crystal Glass. tuare delle prove a secco, perché ho
che dovranno restare in metallo. Il pannello di plastica è stato realiz- l’impressione che le istruzioni abbia-
Ho dato quindi una mano di Aircraft zato con lo stesso procedimento, no qualche imprecisione a livello di
Gray-Green, seguita dallo schiari- noterete però che certi quadranti numerazione.
mento di certe zone aggiungendo delle decal non corrispondono agli Ho incollato il parabrezza e il canopy
bianco alla base. alloggiamenti. mascherando entrambi, è più facile
Per evidenziare i dettagli interni ho farlo prima di assemblare le ali.
usato diversi colori a smalto. Con un I vani carrello sono composti da più
di dodici parti che combaciano perfet-
tamente.

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Montaggio

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Montaggio

COLORAZIONE Le pannellature hanno ricevuto un re più chiaro, il Medium Sea Gray per
preshading Extra Dark Seagray, le superfici inferiori.
Tra le opzioni offerte dalla scatola ho mentre alcune rivettature sono state Con il bianco molto diluito ho ripreso
scelto lo Spitfire HF Mk.VIII del W/C enfatizzate con Intermediate Blue. certi dettagli come pannellature e
Robert Gibbes, Co. del No.80 Fighter Per le superfici superiori ho adopera- rivettature.
Wing nel 1945. Ho iniziato con un to RLM70 Black Green molto diluito. In questo stadio i chiaroscuri risulta-
fondo Silver su tutte le superfici Ho spruzzato anche alcune striature no esagerati, per questo do delle
metalliche del modello e marrone con il Flat Black per simulare i fumi velature del colore di base per rego-
chiaro su quelle in tela. delle armi. Ho quindi iniziato dal colo- lare il contrasto.

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Previa mascheratura si completa lo lato con una velatura del colore di le zone verde scuro e il Dark Seagray
schema delle superfici superiori con base. per quelle in Ocean Gray.
una velatura sulle zone che vanno in Una volta mascherate le zone con Per le bande di identificazione bian-
RAF Ocean Gray, cercando di segui- rotoli di Blue Tac si passa al colore che è stato necessario mascherare
re lo schema per evitare di coprire le più scuro, Dark Green desaturato tutto il velivolo onde evitare depositi
zone che andranno nel colore più con l’FS36375 Gray. indesiderati.
scuro. Per creare interesse ho deciso di L’elica ha ricevuto un fondo Gun
Si passa quindi alle luci con Off White simulare le tracce delle originali coc- Chrome, poi le punte gialle e Shine
molto diluito; l’effetto è stato poi rego- carde cancellate con l’Olive Drab per Red sull’ogiva. Previa mascheratura
ho dato il nero.
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Montaggio
Una volta stesa una mano di traspa-
rente satinato ho applicato le decal.
Lo Smoke ha molti usi, ad esempio
se si dà su un fondo nero opaco si
ottiene un ottimo effetto gomma per
gli pneumatici della seconda guerra
mondiale.
Lo Smoke miscelato con il Gunmetal
è ottimo per gli scarichi.
Per evidenziare le pannellature infe-
riori ho effettuato un lavaggio con
PLW Deep Grey della Ammo.
Per le superfici superiori ho usato
invece il Winter Streaking Grime di
AK.
Per le pannellature sulle zone blu
scuro delle coccarde RAAF ho usato
il PLW Medium Grey della Ammo.
Dopo una mano di trasparente opaco
ho iniziato l’invecchiamento.

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INVECCHIAMENTO Ulteriori trafilature sono state realiz- acqua.


zate con Aircraft Engine Oil e Dark Per i fumi di scarico si inizia spruz-
L’invecchiamento è iniziato con i Wash della AK miscelati in proporzio- zando Track Wash AK diluito.
danni alla vernice usando un pennel- ni diverse. Il Mr.Color Flat Base Rough diluito
lo fine e il Silver Grey Vallejo. Danni Per impolverare la fusoliera e le ali dona una finitura opaca biancastra,
più importanti sono stati praticati ho usato il Light Dust Deposit della normalmente è un difetto ma va bene
grattando la vernice con un ago per AK, una miscela di smalto e pigmen- quando si vuole simulare il deposito
riportare alla luce il Silver sottostante. to che ben riproduce gli accumuli di dei fumi di scarico.
Sull’elica l’effetto è stato ottenuto polvere. Anche in questo caso rotolo un
passando una spazzola metallica. Le Il prodotto si applica ad aerografo, bastoncino umido del solvente per
eliche Rotol erano di legno ricoperto poi si passa un bastoncino cotonato spezzare la regolarità del deposito.
da un sottile foglio metallico. umido di solvente facendolo rotolare Con un pennellino si creano ulteriori
Lo sporco delle superfici inferiori è anziché tirare. trafilature usando Aircraft Engine Oil
stato realizzato spruzzando una vela- Gli schizzi di fango si creano con gli di AK, molto diluito.
tura di Dark Wash della Mig, seguito Sticks Tamiya Weathering Light Earth
da trafilature a pennello. e Mud dati a pennello miscelati ad
SKYMODEL

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Montaggio

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Testo e foto di Daniele Guglielmi


GPF – Gruppo Plastimodellismo

UH-60M
Fiorentino

Dopo le fotografie scattate a


Eurosatory 2018 pubblicate su Steel
Art, dai mezzi corazzati passiamo
agli elicotteri, per la precisione alla
più recente versione del Black Hawk
statunitense.

Il Black Hawk mantiene colorazio-


ni e insegne del teatro operativo
di provenienza; la vernice appare
molto opaca.

L'US Army ha portato al salone


molti materiali. Tra gli elicotteri,
un UH-60M Black Hawk del 3-227
AVN (3rd Battalion, 227th Aviation
Regiment) della 1st Air Cavalry
Brigade (ufficialmente conosciuta
come Combat Aviation Brigade
della 1st Cavalry Division). La ver-
sione M è stata distribuita a parti-
re dal 2006; è dotata di motori più
potenti, trasmissione rinforzata e
nuova elettronica.

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Close up
La macchina è in grado di trasportare due piloti, due
addetti all'armamento e al carico e sino a undici altri
militari.

La postazione di pilotaggio; gli strumenti sono predi-


sposti per l'impiego di night goggles (occhiali nottur-
ni). Sui lati si notano le corazzature in materiale
composito.

Le postazioni degli armieri, in genere dotati di mitra-


gliatrici multicanna M134 Minigun da 7,62 mm.

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Il capace vano di carico. I sedili sono ad assorbimento d'urto, per questo portano la scritta che vieta di tenere
gambe o materiali al di sotto.

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Close up

Nota personale dell'autore. Quando i militari statunitensi mi hanno visto fotografare dettagli come questi si
sono incuriositi, al che ho detto loro “I'm a modeler!”, tranquillizzandoli...

Altre viste. Il carrello è in grado di


reggere anche atterraggi particolar-
mente “pesanti”.

Motore destro e rotore principale.

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Il walk around prosegue.


Numerosi i dispositivi difensivi e
le antenne presenti lungo la fuso-
liera. I due motori sono distanziati
e schermati.

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Nuovo volume della serie Static Model Manual interamente


dedicato ai caccia ad elica della seconda guerra mondiale.
Soggetti che ben conosciamo rivisti però in un’ottica più
ampia che va oltre al semplice aereo per riunire rigore storico
con il gusto artistico di un’ambientazione bilanciata e accatti-
vante. I quattro autori hanno unito le forze e lavorato di con-
certo per dare una panoramica varia e approfondita di ciò che
si può realizzare bilanciando con cura le tecniche di costruzio-
ne, miglioria e modifica con l’accurata colorazione,
il bilanciato invecchiamento e una resa complessiva ricca di
gusto e fascino.
Scritto da modellisti per modellisti, il testo è riccamente illu-
strato, le tecniche sono spiegate con foto passo a passo che
fanno prudere le mani e venir voglia di plastica!
I soggetti sono stati scelti con cura in modo da
dare un’ampia panoramica del modellismo aero-
nautico con spunti fondamentali per riprodurre
le varie livree, da quelle metalliche, a quelle
complesse, dal velivolo nuovo a quello invec-
chiato e usurato.
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miniera di consigli e idee!

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di Mauro Murta

Pfalz D.IIIa 1/32 WINGNUT


WINGS

Tatzelwurm
Il “Tatzelwurm” (verme con gli artigli) è un animale leggendario
tipico della zona alpina. Si dice che possa uccidere anche con il
fiato e l’odore. Credo di averne incontrati diversi…
Dopo aver costruito un Pfalz D.IIIa in scala 1/32 nel 2012, pubbli-
cato su Skymodel N° 64, non avevo in programma di farne un
altro. Ma, sfogliando la recente monografia in due volumi sull’e-
legante caccia tedesco pubblicata da Windsock, il Tatzelwurm
dipinto sulla fusoliera del velivolo matricola 8327/17 pilotato da
Eugen Siempelkamp mi sibilò senza possibilità di replica: DEVI
FARLO!

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Montaggio
Come già sperimentato nei miei lavo-
ri più recenti, ho voluto utilizzare un
minimo di moderna tecnologia per
realizzare una decorazione impegna-
tiva ma, con un po’ di malizia, fattibi-
le.

MONTAGGIO
I punti di forza dei modelli Wingnut
Wings sono l’eccezionale qualità del
dettaglio, senza per questo impiega-
re una quantità enorme di pezzi, e la
perfezione degli incastri che facilita-
no al massimo l’assemblaggio dei
sempre ostici biplani. Cominciando
dal motore, stavolta ho deciso di
arricchirlo con le molle delle valvole,
le candele e le ghiere dei collettori
prodotte in resina dalla Taurus
Models. I fili delle candele sono in
sprue stirato. Osservando le foto di
questo esemplare si nota che il com-
pressore dell’aria che pressurizzava i
serbatoi di carburante e olio, montato
all’estremità anteriore dell’albero a
camme, non aveva il consueto cilin-
dro verticale come sui Mercedes
D.IIIa da 180 hp normalmente instal-
lati, bensì due cilindri contrapposti
come quello del motore D.IIIaü da
200 hp, che non ho mai visto su altri
velivoli di questo tipo. Può darsi che
sia stata sostituita solo la pompa ma, L’uso delle matite colorate per
se l’intero motore sovracompresso simulare gli strati di legno è un
fosse stato invece montato sul metodo rapido e realistico. Una
“Tatzelwurm”, sarebbe interessante mano di trasparente lucido, deli-
sapere come si comportava in volo, catamente sfregato una volta
visto che una delle principali critiche asciutto col panno da occhiali, e
rivolte dai piloti al caccia Pfalz era l’elica è pronta ad accogliere le
proprio l’insufficiente potenza. decals. Se l’effetto lucido è ecces-
Stavolta ho deciso di “abitare” l’aereo sivo, lo si smorza con la vernice
servendomi del figurino prodotto satinata.
dalla Aviattic. Mettere il pilota può
essere un utile espediente quando la attenuto alle istruzioni: Il colore base ricevuto dei perni fatti con aghi da
documentazione sull’abitacolo è è il grigio-verde Tamiya XF-76 e i siringa, mentre sulla radice della
lacunosa, ma chi pensa che ciò per- metallici sono della serie Alclad II, semiala sinistra ho incollato un
metta di risolvere rapidamente la mentre per il legno naturale ho usato foglietto di plasticard che riproduce
noiosa questione degli interni si sba- il solito fondo Desert Yellow XF-59 una piastra di rinforzo chiaramente
glia: al prezzo di pochissimi dettagli Tamiya ricoperto con varie passate a visibile nelle foto, presumibilmente
omessi, si deve accuratamente adat- pennello di Terra di Siena Bruciata, un punto d’appoggio per l’operatore
tare il figurino per conferirgli una Ocra Gialla, Terra d’Ombra Naturale durante il rifornimento.
postura convincente, in particolare e Bruno Van Dyck ad olio, “guidando- Sul precedente Pfalz le esili gambe
nell’interazione con i comandi. ne” le striature per renderle il più pos- del carrello mi hanno sempre fatto
S’impone inoltre un minimo di perizia sibile realistiche. L’imbottitura intorno temere che potessero collassare
nella pittura, per evitare il triste con- all’abitacolo è Lifecolor LC17 trattato sotto il peso del modello, anche se
trasto fra un aereo di pregio e un figu- con lavaggi ad olio e lumeggiature. l’ho portato a svariate mostre senza
rino tirato via. Se ci sono riuscito non Una volta chiuse le semifusoliere e alcun danno. Su questo ho deciso di
lo so ma l’impegno ce l’ho messo! attaccata l’ala inferiore, che ha richie- riprodurle in resina mediante uno
Le uniche aggiunte al dettaglio inter- sto un po’ di stucco nel raccordo con stampo bivalve, il primo dopo avere
no sono stati alcuni fili e tubetti in la fusoliera, ho incollato una striscia sempre fatto stampi a pozzo. Non
rame e sprue stirato e l’aggiunta delle sottile di plasticard sopra e sotto essendovi molti dettagli da riprodur-
centine che dalle due estremità del lungo la linea di giunzione, come si re, ho usato la gomma plasmabile
pannello strumenti incrociano gli ele- vedeva nella realtà. Lo scarico è RTV-530 della Prochima che asciuga
menti longitudinali della struttura. stato forato con cutter e minifresa. Gli rapidamente e, dopo la catalisi, è più
Come nella realizzazione preceden- attacchi delle superfici mobili hanno dura di quella liquida. Prima di colare
te, per i colori degli interni mi sono

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Le prove di assemblaggio a secco sono fondamentali per il corretto montaggio. Una speciale attenzione è
stata dedicata a come la mano impugna la barra. Le superfici mobili devono poi essere posizionate coerente-
mente: ad esempio, il piede sinistro spinge sulla pedaliera, quindi il timone è virato a sinistra.

la resina ho inserito nelle impronte iniziata quasi subito: prima di dotare il


del filo di acciaio armonico opportu- motore del particolare compressore
namente sagomato. Il risultato sono che lo avrebbe reso inutilizzabile su
delle gambe in resina uguali alle ori- qualunque altro D.IIIa, ho voluto
ginali, a parte qualche imperfezione essere sicuro che questa livrea,
facilmente stuccata, ma con un’ani- dipinta da un pittore molto abile e
ma di acciaio che le rende indistrutti- fantasioso, fosse realizzabile. Con
bili. Forse una precauzione inutile, uno scanner ho copiato il disegno del
ma la tranquillità non ha prezzo! mostriciattolo e l’ho importato in un
programma di disegno tecnico. L’ho
COLORAZIONE E DECALS quindi pazientemente “ricalcato”,
facilitato in questo dalle linee “cubi-
L’”Operazione Tatzelwurm” è in realtà ste” dell’opera. Dopo diverse stampe

Gli oli avranno anche un odore sgradevole (non per me!) ma, che si usino per riprodurre le
venature del legno o per velature e lavaggi selettivi nei recessi di un figurino, continuo a preferirli
ai moderni pigmenti liquidi.

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Montaggio

Per provare ad ombreggiare un colore con uno che sta circa all’opposto sulla ruota dei colori, ho
iniziato con gli interni. In questo caso il grigio-verde ha ombreggiature viola. Il risultato mi è
parso positivo, anche se i lavaggi ad olio lo hanno molto smorzato.

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Terminato l’abitacolo col pilota, si passa al motore. Le molle delle valvole, le flange dei collettori
e le candele della Taurus Models danno un deciso impulso al realismo di un pezzo già buono.

Trattandosi di un velivolo appena


atterrato, ho evitato di lasciare le
coperture laterali del motore
aperte. Il dettaglio visibile si limita
quindi a cilindri, distribuzione,
aspirazione e scarico.

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Montaggio

Dopo un nero lucido acrilico a mo’ di primer, le parti in alluminio si spruzzano con gli Alclad II.
Il color rame Humbrol (che ho da 30 anni!) comunque, anche se molto delicato, non sfigura al cospetto delle
moderne lacche. Peccato che lo si vedrà solo sotto le scrostature.

La fusoliera, costituita da due gusci di legno, aveva un nastro di giunzione visibile sulla mezzeria.
L’ho riprodotto con una striscia sottile di plasticard e poi ho dato una mano di Mr. Surfacer.

La tela stampata a losanghe che rivestiva la velatura si riproduce con le decals fornite nel kit. Non è necessa-
rio tagliare i singoli elementi con precisione: si applicano abbondanti e poi si asporta l’eccesso con una bar-
retta abrasiva.

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Per delimitare il ventre a strisce


dal verde superiore, ho disegnato
e poi tagliato i profili di nastro col
plotter da taglio. Ho usato lo stes-
so strumento per le mascherine
delle croci, che poi saranno quasi
nascoste dalla nuova livrea. Si
possono naturalmente tagliare a
mano col taglierino a compasso,
come ho sempre fatto, ma col plot-
ter è più rapido e preciso.

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Montaggio

Sempre usando l’opposto sulla la ruota dei colori, ho


usato il marrone rossiccio per le ombreggiature del
verde. L’aspetto più delicato delle losanghe è appli-
care il nastro intorno al bordo dell’ala. Sulle curve
occorre ammorbidirlo col phon e un poco di ammor-
bidente, che peraltro su queste decals è sconsigliato
dalle istruzioni.

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fusoliera verde-azzurro sopra e sui


lati, e strisce nere dipinte sul “silber-
grau” (grigio argento) di fabbrica del
ventre. Talvolta, come in questo
caso, era verde anche l’ala superio-
re. Per il verde ho usato una miscela
di colori Tamiya: 4 parti di X-28, 4 di
XF-8 e 5 di XF-65. Alcuni pannelli
sono stati evidenziati con la stessa
tinta schiarita con color carne XF-15.
Il colore argento è un mischione di
colori Tamiya che ho fatto anni fa e
del quale non ricordo la composizio-
ne. La curvatura della demarcazione
fra la parte verde e quella a strisce è
stata fatta con maschere di nastro
Tesa Precision disegnate come sem-
pre al pc e tagliate con il plotter da
taglio Silhouette Portrait. Questo uti-
lissimo strumento è stato utilizzato
anche per tagliare le decals delle
croci di nazionalità, sempre su fogli
Tauro, e le maschere per dipingere le
vecchie croci a bracci curvi che tra-
Per riprodurre le vecchie croci curve che traspaiono sotto quelle nuove spaiono da sotto il colore applicato in
a bracci dritti, si spruzza un po’ di trasparente opaco su delle mascheri- reparto.
ne (non adesive, altrimenti portano via la decal!). Gli oli, come sempre, Trattandosi di un esemplare di produ-
aiutano a creare variazioni di colore. zione tarda, questo Pfalz aveva le ali
ed i piani di coda in tela stampata a
losanghe di 5 colori. È la prima volta
di prova, l’ho stampato con la stam- applicato delle preombreggiature che riproduco questa finitura con le
pante laser a colori su foglio decal lungo le centine e le linee dei pannel- decalcomanie: una ventina d’anni fa
bianco della Tauromodel. Alcuni pic- li. Osservando la “ruota dei colori”, feci un Fokker D.VII in 1/48 ad aero-
coli ritocchi, come il sangue su denti utile strumento facilmente rintraccia- grafo tagliando a mano tutte le
e unghie, sono fatti a pennello. bile sul web, si vede che l’opposto mascherine! Ho usato le decals con-
Dopo avere mascherato con cura del verde è il rosso, in tutte le varie tenute nel kit, stampate dalla
motore, pilota e tutte le aperture della gradazioni, e così ho usato un marro- Cartograf e di ottima qualità anche se
fusoliera, ho spruzzato ad aerografo ne rossiccio che traspare da sotto il forse con colori troppo accesi. Dopo
il fondo Mr.Surfacer. Stuccate e car- verde con un gradevole contrasto. alcuni tentativi, ho visto che la tecni-
teggiate le imperfezioni, ho quindi I caccia della Jasta 29 avevano la ca più efficace consiste nel tagliare

Il protagonista! È necessario imparare i rudimenti del disegno tecnico (CAD) al pc e fare diverse prove prima
di ottenere risultati soddisfacenti. È indispensabile la stampante laser. Per la stampa in proprio le decals ver-
gini Tauro Model, sia trasparenti che colorate, sono le migliori che abbia mai provato.

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Montaggio

Naturalmente le decals richiedono una mano di lucido prima e dopo l’applicazione e, infine, opaco o satinato a
seconda della finitura voluta. Un’accurata mascheratura di interni e motore è indispensabile per evitare brutte
sorprese.

pezzi un po’ più lunghi della corda ruggine, sono stati applicati con l’ap- e il filo elastico E-Z Line da 0,15 mm
alare, applicarli partendo dal bordo posito fissativo sopra lo scarico dipin- commercializzato dalla stessa
d’attacco e, una volta asciutti, rifilare to in metallo brunito. Wingnut Wings. Quest’ultimo è estre-
l’eccesso sul bordo d’uscita con una Per dipingere l’elica, che era fatta mamente facile da usare, tuttavia il
barretta abrasiva, limando sempre con alcuni strati di legni diversi incol- filo da pesca su tutti i miei modelli ha
nella stessa direzione per non solle- lati, ho rubato l’idea ad altri bravi sempre dato buona prova di robu-
vare la decal. Il nastro che corre modellisti che hanno messo in rete i stezza e l’ho impiegato per i tiranti fra
intorno all’ala richiede molta pazien- loro lavori: ho prima dato una mano le ali. Ho usato invece il filo elastico
za per copiare la curvatura. Queste di sabbia Humbrol 93 e poi ho dise- per i cavi dei comandi e per i tiranti
decals, che naturalmente devono gnato gli strati più scuri con matita fra il carrello e la fusoliera: pur non
essere applicate su uno strato di tra- acquerellabile. Il fondo a smalto essendovi il rischio che le gambe del
sparente lucido, non reagiscono agli garantisce maggiore robustezza carrello in resina e acciaio si rompa-
ammorbidenti e per farle aderire rispetto all’acrilico e la matita si usa no, queste sono piuttosto elastiche e
occorre scaldarle MOLTO DELICA- asciutta, solo leggermente inumidita una buca di troppo durante il traspor-
TAMENTE con l’aria calda di un se serve. Con una matita-gomma to potrebbe far staccare il più rigido
phon. bene appuntita si cancellano facil- filo da pesca.
Applicate le decals, incluso il mente gli errori e, quando si è soddi- Per realizzare i tenditori ho usato filo
Tatzelwurm, si copre il tutto con tra- sfatti, una mano di trasparente lucido di rame e tubetti in alluminio Ø 0,5
sparente lucido Tamiya e si inizia a seguito da una velatura di satinato mm della Albion Alloys. Una volta
lavorare con gli unici prodotti capaci, sigilla il tutto. È una tecnica sempli- preparato il tenditore, ho infilato nel-
a parer mio, di dare vita al modello: i cissima che costituisce un deciso l’occhiello il filo tagliato abbondante e
colori a olio. Ho subito sbiadito un po’ salto di qualità rispetto alle mie pre- l’ho attorcigliato e bloccato con la cia-
le losanghe mettendo alcuni punti di cedenti realizzazioni ottenute con noacrilica. Il tenditore è stato poi
ocra e carnicino che poi ho tirato con complesse e noiose mascherature! incollato nel suo foro sul modello,
un pennello piatto morbido in direzio- mentre l’altra estremità del filo, dopo
ne del flusso d’aria. Sulle linee incise TIRANTI essere stata tagliata a misura, è stata
ho fatto dei ripetuti lavaggi selettivi anch’essa incollata nel foro corri-
con diluente Humbrol sporcato di Per i tiranti ho usato due diversi spondente, tenendo il filo ben teso
nero e bruno Van Dyck per dare pro- materiali, il filo da pesca da 0,13 mm per i pochi secondi necessari all’a-
fondità, mentre ho lumeggiato il cen-
tro dei pannelli e le sporgenze delle
superfici verdi con un verde più chia-
ro. Ho quindi spruzzato il trasparente
satinato Lifecolor ben diluito fino ad
ottenere la finitura voluta e ho
aggiunto piccole scrostature con la
matita argentea Karisma Kolor. Lo
sporco vero e proprio come le colatu-
re di olio e carburante sono in vari
marroni a olio, con l’aggiunta di pig-
menti della Mig per gli schizzi di
fango. Gli stessi pigmenti, in tonalità

L’ala superiore riceve lo stesso


trattamento. Considerando che
non ho voluto fare un soggetto
particolarmente usurato, ho evita-
to che la preombreggiatura tra-
sparisse troppo.
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L’assemblaggio dell’ala sui montanti, grazie alla bontà degli incastri e alla relativa semplicità del soggetto,
non costituisce un problema. Maggiore attenzione richiede il collegamento dei tubi del radiatore e del serba-
toio sull’ala. Il carrello, avendo le gambe rifatte in resina con anima d’acciaio, non ha problemi di robustezza.

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Montaggio

L’orgasmo del biplanista: i tiranti! Calma e metodo sono indispensabili. I tenditori sono in tubetto d’alluminio
e filo di rame, la prossima volta proverò quelli stampati della Gas-Patch. Una regola ferrea è fare i fori nella
plastica sempre in direzione del filo. Se si fanno verticali, quando il filo è inclinato avrà in prossimità dell’at-
taccatura una gobba irrealistica.

sciugatura della colla. Un‘operazione


fondamentale, prima di questa fase,
è ripassare tutti i fori con la punta da
0,3 per rimuovere la pittura che inde-
bolirebbe l’incollaggio.
I tiranti sono stati dipinti con l’allumi-
nio scuro Humbrol 56 e lavaggi a
olio.

FIGURINI
Il pilota, come detto, è in resina della
Aviattic e ha avuto bisogno di alcune
modeste modifiche per assumere
una posa naturale nell’abitacolo. Il
limite di questo figurino, peraltro pre-
gevole, riguarda la testa perché i trat-
ti del volto sono piuttosto approssi-
mativi e le mie modeste doti pittori-

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Il modo migliore per riprodurre la terra è ... la terra. Una volta asciutta e colorata, anche con l’ausilio di pig-
menti, si applica l’erba con la colla vinilica non diluita. Anch’essa deve essere dipinta, ad aerografo e poi con
tocchi ad olio a pennello. L’effetto umido si può ottenere con vari prodotti come quelli della Mig.

che non bastano a renderli convin- che, una volta ben asciutto, è stato re bagnato. Anche qui, acrilici
centi. Per fortuna i piloti dell’epoca trattato con lavaggi ad olio e lumeg- Lifecolor e lavaggi selettivi a olio.
portavano spesso un passamonta- giature, mentre sugli occhiali ho
gna e così, con un po’ di stucco riprodotto il vetro con varie applica- DIORAMA
bicomponente, ho coperto la faccia zioni successive di lucido Lifecolor.
dal naso in giù. Alle cinghie del para- All’epoca molti piloti avevano una Sopra uno strato di colla vinilica
cadute, già stampate sul figurino, ho mascotte, come il famoso danese cosparsa di terra di fiume, colorata
aggiunto le cinture fotoincise del kit, Moritz del Barone Rosso, e così ho con lavaggi a olio di varie tonalità
che ancoravano il pilota al sedile. ipotizzato una scenetta in cui marrone e pigmenti Mig, ho incollato
La tuta di volo è stata dipinta in nero Siempelkamp viene rumorosamente ciuffi di asparagina, dipinta ad aero-
opaco, sul quale ho poi spruzzato accolto al ritorno da una missione. Il grafo con Tamiya X-28, per simulare
dall’alto varie mani leggere di marro- cane, che trovo abbia una postura un prato spelacchiato. L’effetto fan-
ne, khaki e sabbia Tamiya, sfruttando simpatica sebbene forse un po’ cari- goso è ottenuto con alcuni tocchi di
il fondo scuro per far rimanere le caturale, non so di che marca sia: è vernice Mig Wet Effects.
ombre sotto le pieghe. Per le luci un pezzo in resina venduto su
sulle creste e i dettagli ho usato gli Aliexpress insieme ad un bambino
SKYMODEL

acrilici Lifecolor, impareggiabili a che corre. Somiglia ad un beagle, Documentazione cartacea


pennello. sebbene la testurizzazione troppo • Greg Van Wyngarden, “Pfalz D.IIIa
Il caschetto del pilota è in Humbrol 62 accentuata del pelo lo faccia sembra- at War! Volume 1”, Windsock

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Montaggio
I figurini sono una bella sfida (o sfiga, per alcuni). Non esistono scappa-
toie: occorre apprendere le tecniche di base, come sul prezioso Static
Model Manual N. 11, e poi buttarsi. C’è il rischio di fare figurini non all’al-
tezza del modello (o anche il contrario...) ma, se non si vuole sempre rap-
presentare veicoli ritratti durante la Coppa delle Coppe, non c’è alterna-
tiva.

Centenary Datafile N° 173 Documentazione su Internet aerei, sia d’epoca che nei musei.
• Greg Van Wyngarden, “Pfalz D.IIIa •http://www.wingnutwings.com/ww/ Il • http://www.ww1aircraftmodels.com/
at War! Volume 2”, Windsock sito della Wingnut Wings permette di Questo sito è una miniera di informa-
Centenary Datafile N° 174 scaricare i fogli d’istruzione, vere e zioni su come dettagliare i biplani,
proprie monografie, dei loro modelli. soprattutto per quanto riguarda i
Contiene inoltre numerose foto degli tiranti.

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BLACKBURN ROC
Il Blackburn Roc era l’equivalente per la Royal Navy del
Boulton Paul Defiant, un caccia armato con una torretta
posteriore sviluppato poco prima dello scoppio della
seconda guerra mondiale; una idea bislacca, particolarmente inef-
ficace in combattimento.
C’era un'ulteriore differenza nella ipotetica filosofia d’impiego che
distingueva il Roc dal Defiant. Il Boulton Paul era stato costruito
perché certi esperti pensavano che nel moderno combattimento
aereo era impensabile che il pilota potesse volare e contempora-
neamente impegnare i veloci caccia avversari la torretta quadrina-
ta avrebbe così consentito al secondo membro dell’equipaggio di
concentrarsi sul tiro, mentre il pilota si occupava delle evoluzioni.

di Vitor Costa

1/72 SPECIAL
HOBBY

46 SKYMODEL 104/18
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Montaggio

C
Per contro il Roc doveva attaccare i
bombardieri nemici che dovevano
necessariamente volare livellati per
cercare di colpire le navi.
Nel febbraio del 1940 quattro
Blackburn Roc entrarono in servizio
con la Fleet Air Arm nel No. 806
Squadron basato a Eastleigh. I veli- IL MODELLO
voli parteciparono all’evacuazione
alleata a Dunkirk assieme agli Skua La boxart è fantastica e invoglia
e, incredibilmente, un Roc ottenne anche a comprare questo velivolo
una vittoria aerea contro un Junkers particolarmente brutto. Sarebbe bello
Ju.88 il 28 maggio. se la SH vendesse le boxart a parte
come stampe in grande formato!
La plastica è accettabilmente curata,
con fini pannellature in negativo;
abbiamo un bel foglio decal e una
lastra fotoincisa oltre a resine di
buona qualità per il motore e le ruote.
I trasparenti sono in styrene. Si tratta
comunque di uno short run, di buona

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qualità, ma pur sempre uno short run, ma va fatto; i serbatoi sono stati auto- Green Hataka, molto realistico; ho
cosa da non dimenticare. costruiti perché quelli del kit sono dato delle luci aggiungendo bianco in
La costruzione inizia dal cockpit che, troppo piccoli. velature molto sottili.
grazie alle resine e alle fotonicisioni, Ho dato un colore opaco al pannello Ho applicato un lavaggio Neutral
risulta ben dettagliato. strumenti per avere contrasto con i Grey di AK per definire meglio il det-
Non tutto combacia perfettamente, quadranti lucidi. taglio.
occorre rifilare con cura, poca roba Il colore dell’interno è Interior Grey-

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Montaggio
Sui serbatoi ho usato diversi prodotti Glue per poter tracciare le pannella-
AK per l’invecchiamento, come ture necessarie.
Engine Grime, Kerosene Leks & Occorrono un po’ di stucco e un
Stains, Fuel Stains; poi ho usato pig- pezzo di plasticard per allineare bene
menti scuri per dare l’aspetto di spor- le ali alla fusoliera.
cizia. I vetrini delle luci alari vanno incollati
Per creare delle luci ho dato un dry- e carteggiati e quindi lucidati.
brush bianco e infine ho steso una
velatura di Matt Lacquer Clear Coat La colorazione inizia dalle superfici
Hataka diluito, in modo da sigillare il inferiori con lo Sky Grey Hataka
lavoro. molto diluito e dato con velature suc-
Per la fusoliera abbiamo tre diverse cessive.
opzioni: il canopy chiuso, col portello Anziché il preshading ho usato vela-
aperto o senza del tutto. ture di bianco per schiarire certi pan-
Sfortunatamente il canopy è in un nelli in modo da non scurire il colore
individuare eventuali errori di stucca-
solo pezzo, quindi bisogna tagliare, e far vedere bene l’invecchiamento.
tura, poi ho ripassato aggiungendo il
segnando bene per evitare errori. Il Per le superfici superiori ho dato
bianco.
pezzo comunque si adatta perfetta- prima il colore più chiaro, BS Dark
Per il secondo colore ho usato il BS
mente e quindi ho usato la Super Slate Grey Hataka come fondo per

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Extra Dark Sea Grey e una tecnica


diversa, al posto di schiarire ho dato
velature successive insistendo sulle
pannellature e lasciando il centro più
chiaro; così ho evitato di dover
aggiungere del nero, dando profondi-
tà e realismo.

Giunge l’ora di invecchiare le pannel-


lature sulla base delle foto del velivo-
lo reale. Molti erano decisamente
sporchi e malconci. Ho usato il bian-
co con velature estremamente dilui-
te, ripassando le zone grigie molto
scure fino a ottenere una desatura-
zione convincente.
Si protegge il risultato con il traspa-
rente lucido Gloss Lacquer Clear
Coat Hataka e quindi si applica un

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Montaggio

lavaggio con colori a olio usando


Siena bruciata, bianco, nero, blu e
rosso per ottenere un tono grigio
sporco che amalgami il tono delle
superfici. Una volta quasi asciutto si
rimuove l’eccesso nel senso del flus-
so d’aria. Non va rimosso tutto, una
patina irregolare deve restare per
accentuare l’effetto.
Prima del passaggio successivo dob-

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biamo lasciare asciugare molto bene. diluito 20/80 nel diluente. mano di trasparente satinato seguita
Si dà quindi nuovamente il trasparen- Con un ultimo dry-brush Silver si da una di trasparente opaco. Ho
te lucido e si applicano le decal, a valorizza ulteriormente il pezzo. usato molti oli per lo sporco, per le
loro volta poi protette. Una miscela di Alclad II 101 e 123 è ombre e per le luci: Van Gogh
stata usata per l’anello metallico sul Ultramarine Blue, 502 Abteilung
Il motore in resina è molto bello e det- labbro della cofanatura. ABT110 Black e ABT005 Smoke, per
tagliato. Una volta dipinto di nero ha Lo scarico non è facile da installare, le luci ABT001 Snow White e ABT010
ricevuto un dry-brush Gun Metal per occorre un filo di stucco acrilico, Yellow. Per la desaturazione ho usato
far risaltare i particolari e quindi una rimuovendo l’eccesso con un baston- Sennelier 213 Green Earth, 871 Light
mano di trasparente lucido. cino cotonato umido, poi si colora Yellow Green ABT520 Dead Flesh e
Con un fine lavaggio mirato sono con la stessa miscela usata per l’a- ABT080 Brown Wash.
stati messi in evidenza i dettagli, ho nello frontale.
usato Black Panel Line di Tamiya L’invecchiamento inizia con una Poiché la superficie è opaca occorre
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46 a 57 blackburn_20 a 25 fiat g55 16/11/18 13:23 Pagina 55

Montaggio

inumidire con white spirit, in caso per le ombre ovviamente su quelle


contrario sarebbe impossibile sfuma- inferiori. Nero e blu sono ottimi per
re e rimuovere il colore. Si applica creare ombre, ad esempio sul raccor-
poco olio e si lascia riposare per un do ali-fusoliera.
po’, poi con un pennello morbido si Il lavoro procede per strati, che
sfuma o si creano striature. Ho usato vanno lasciati asciugare a lungo,
il bianco sull’Extra Dark Sea Grey. penso di averne sovrapposti almeno
Sullo Slate Grey ho utilizzato invece 8.
giallo e verde chiaro. Bisogna usare I diversi toni di verde simulano il colo-
toni nello stesso spettro, quindi gialli re sbiadito, le scrostature e gli schia-
e verdi sui verdi, bianco e nero sui rimenti.
grigi e Siena e buff sui marroni. Smoke e marrone scuro vanno bene
I puntini di colore vengono sempre per lo sporco sulle walkway.
tirati nel senso dell’aria. Per le luci si Per completare il processo ho usato i
insiste nelle parti superiori, mentre Weathering Master set A, B ed E di

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Tamiya. Sono ottimi per simulare la


polvere e il colore sbiadito in certi
posti – come le fiancate del cockpit –
dove l’attività umana è più intensa,
dando l’idea dello sporco e del con-
sunto.
Sulla fiancata destra del Roc è nor-
male vedere notevoli tracce di fumi,
per le quali ho usato il marrone scuro
molto diluito coperto poi con nero
opaco, in modo da ottenere un effet-
to bruciato. Ho usato il mio Iwata HP-
BC, ottimo per ottenere effetti molto
sottili.
Le trafilature sono state fatte con
Kerosene Leaks & Stains di AK e un
pennello fine, tirando sempre nella
direzione dell’aria.
Non conviene opacizzare poiché l’ef-
fetto delle trafilature semilucide è
molto credibile.
Per finire ho usato mitragliatrici di
resina per rimpiazzare quelle del kit,
la differenza è notevole.

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Il carrello è in Alclad II Aluminium non sembra nemmeno uno short run.


invecchiato con il Tamiya Smoke e Chiaramente è un kit consigliato a
una finitura satinata. modellisti esperti, una discreta sfida
per ottenere una bella riproduzione di
CONCLUSIONE questo velivolo, un brutto che piace!

Con tutte le parti al loro posto il


SKYMODEL

modello ha un aspetto soddisfacente,

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Accessori
Gear per Wingnut Wings item
P-40E, F4U-1 Corsair, P-36A, 32131
Hawk 75, P-40B/C, F4F Wildcat, AVG C.VI Landing Gear per
PT-17 Kaydet, P-26 Peashooter, Wingnut Wings item 32132
Po-2/U2 Scala 1/72
SR-71/YF-12 Blackbird Landing
Gear per Italeri/Testor item 72157
YAHU MODELS Spitfire Mk.IXe/XVI Landing Gear
per Eduard item 72158
SCALA 1/72 Mig 21 Landing Gear per Eduard
ART. YMA7214, 7226, 7266, 7267, item 72159
7268, 7269, 7270, 7279, 7296 EG

Una lunga serie di cruscottini dalla Focke-Wulf Fw 190A-4/5, T-45A/C Goshawk, B/RB-45A/C,
polacca Yahu, divenuta oramai
abbastanza conosciuta nel mondo Messerschmitt Bf 109G-6, Fw 189A-1/2, B-2A Spirit, Fw
di questo tipo di aftermarket; da Sea Fury FB.11, Phantom FG.1 190A-5/8, R-2/8, F-8, Lightning T.
Landing gear Mk.4/5, Kfir C2/C7, Hawk T Mk.I /
Hawk 100, L-39C Albatros, O-2A
Skymaster, P-51D Mustang
SCALE AIRCRAFT CONVERSIONS Landing Gears
1/72, 1/48
ART. 48349, 48350, 48351, 72155
SCALE AIRCRAFT CONVERSIONS
Ultimi ed interessanti arrivi dalla SCALE 1/72, 1/48, 1/32,
Scale Aircraft Conversions:
questa serie segnalo in particolar ART. 72150, 72151, 72152, 72153,
modo gli articoli 7266, 7267 e Scala 1/72 72154, 48345, 48346, 48347,
7268 dedicati al P-36A, all’Hawk
75 ed al P-40B/C; tutti e tre i cru-
Phantom FG.1 Landing Gear per 48348, 32128, 32129
Airfix art. 72155
scotti sembrano simili, ma la Yahu,
Scala 1/72
anche nella scala regina, ha sapu- Scala 1/48 T-45A/C Goshawk Landing Gear
to cogliere le minime differenze di Focke-Wulf Fw 190A-4/5 Landing (Wp/Ita/Tes)
posizione degli strumenti riprodu- Gear per Eduar art. 48349 B/RB-45A/C Tornado Landing Gear
cendoli perfettamente; tra l’altro, Messerschmitt Bf 109G-6 Landing (Valom)
dentro le confezioni e stampato Gear per Tamiya art.48350 Fw 189A-1/2 Landing Gear (ICM)
sul foglietto delle istruzioni, trovia- Sea Fury FB.11 Landing Gear per B-2A Spirit Landing Gear
mo il layout dei pannelli strumenti Airfix art. 48351 (ModelCollect)
per le differenti marche a cui è EG Fw 190A-5/8, R-2/8, F-8 Landing
dedicato l’articolo, ed anche qual-
Gear (2 sets Eduard)
che volta il riferimento colore
Scala 1/48
Humbrol.
Lightning T. Mk.4/5 Landing gear
EG
(Sword)
Kfir C2/C7 Landing Gear (AMK)
Hawk T Mk.I / Hawk 100 Landing
Sopwith 5 F.1Dolphin, AVG C.VI, Gear (Airfix)
SR-71/YF-12 Blackbird, Mig 21 L-39C Albatros Landing Gear
Landing gear (Hobby Boss)
Scala 1/32
O-2A Skymaster Landing Gear &
Nose Ballast (Roden)
P-51D Mustang Landing Gear
SCALE AIRCRAFT CONVERSIONS (Rev) EG
SCALE 1/32, 1/72
ART. 32131, 32132,
72157, 72158, 72159
Ultimi arrivi dalla Scale Aircraft
Conversions:
Scala 1/32
Sopwith 5 F.1Dolphin Landing

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Accessori
P-40E, P-40N Wheels

BRASSIN 1/72
ART. 672167, 672168
I kit a cui sono dedicati sono gli
ultimi di Special Hobby nella scala
guida laser e di peso ridotto, circa
regina, la 1/72 ovviamente; due
510Lb/230Kg.
ottimi kit che potrebbero montarsi
Il set di Eduard è composto da
da scatola, ma vuoi vedere con un
parti sufficienti per realizzare quat-
bel set di ruote in resina?
tro di queste bombe, la confezione
Si, perche parliamo di ruote per il
comprende i corpi principali com-
P-40E e per i P-40N; apparente-
pleti, una serie di teste di ricerca
mente sembrano uguali, il pattern,
con le relative coperture ed una
il cerchio, il ruotino di coda, ecc
lastrina fotoincisa con tutte le alet-
ecc.ma in realtà la differenza sta
te anteriori di ogni singolo corpo.
nella dimensioni dei pneumatici
EG
poiché quelli del P-40E sono un
pelo più grossi.
Phantom FG.1 Wheels, EG
Undercarriage, Interior set

BRASSIN-EDUARD 1/72
AN/ALQ-131 (shallow & deep) ART. 672164, 72668, 73625
Si parla molto bene del nuovo kit
di Airfix, ma anche della sua com-
BRASSIN 1/72 plessità nello scegliere le moltepli-
ART. 672162, 672163 ci opzioni che offre e che lasciano
interdetto il modellista; questo è
Due pod di contromisure elettroni- un piccolo riassunto delle impres-
che non di ultima generazione, in sioni colte nei forum italiani e stra-
passato abbiamo visto il tipo 184, nieri e che per il momento mi ten-
anch’esso prodotto da Brassin in gono in standby sull’acquisto di
questo kit. Sta di fatto che sta aven-
do successo anche nell’universo
parallelo degli afertmarket, e quin-
di ecco i primi arrivati, che non
potevano essere che Eduard e la
“figlioletta” Brassin con delle belle
ruote in resina; a queste si aggiun-
gono gli immancabili interni/ester-
ni ed un sempre utile set per l’in-
terno dei vani carrello; avrei prefe-
B-24 Wheels, Engines, Bomb bay
rito, vista l’importanza del kit, un
bel cockpit in resina, ma sono rocket projector, Turbochergers,
sicuro che nel giro di due mesi, Bomb bay doors
oramai il tempo standard di attesa,
arriverà eccome.
EG BRASSIN 1/72 RAF; però come tutti i progetti
Eduard importanti, tutto intorno
ART. 672170, 672171, 672177,
nascono tanti “funghetti”, ovvia-
672178, 672183 mente mi riferisco ad accessori in
resina ed in metallo; ai primi
Tutta questa panòplia di set in resi- appartengono i 5 qui presentati, di
scala 1/48, qui invece una delle na, e chissà quanti altri ne usciran- cui uno a me totalmente scono-
serie precedenti in due versioni no, fanno capo ad un preciso pro- sciuto: non sapevo che i Liberator
diverse: shallow e deep per diffe- getto di Eduard da pochissimo sul marittimi potessero portare all’in-
renti esigenze operative. mercato: reinscatolare un B-24 GR terno del vano bombe dei razzi; Il
EG Mk.III/ V in scala 1/72 di risultato finale sarà eccellente
Hasegawa, produrre due stampate sicuramente e tutti questi accesso-
supplementari ricche di pezzi, ri , più i prossimi, ne faranno un kit
GBU-12 farsi realizzare da Cartograf un bel unico tra i “Bombers”; il solo neo
pò di belle decals per 13 versioni, è il prezzo del kit che sul sito
inserire nella scatola limited Eduard troviamo a 123.75 €.a me
Edition due lastrine di fotoincisioni sembra un’esagerazione, soprattut-
ed un foglio di mascherine e dare
BRASSIN 1/72 vita alla confezione “ RIDERS IN
to se dobbiamo acquistare anche i
set su citati, che fortunatamente si
ART. 672166 THE SKY 1944” Liberator GR possoo anche usare su un
Mk.III and GR Mk.V in the RAF Liberator generico Hasegawa.
Naturale evoluzione della prece- Coastal Command Liberator No. EG
dente GBU 11 è questa bomba a 311 (Czechoslovak) Squadron

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Accessori
esperti, ci vuole precisione e molta EDUARD 1/72 il lungo viaggio di consegna, all’in-
AGM-154 A/C Block 1 calma, non so se con pochi euri
ART. 73622, 72661, SS623, CX502 terno troviamo un foglietto di
forse è il caso di prende degli sca- decals molto utile perché contiene
richi già pronti in resina. EG le insegne nazionali della SAAF (il
Confesso di non conoscere il kit a
fortino pentagonale) con lo
BRASSIN 1/72 cui sono dedicati questi set after-
Spingbrok (l’antilope che salta)
ART. 672175 B-25C/D Interior set, Bomb bay
market, il C47 di Hobby Boss, ma
stampato correttamente in oro, non
conosco il mio editore che farà
il giallo come ce lo presentano i
Una bomba, senza propulsione carte false per aggiungerlo alla sua
nostri produttori nazionali. Ci sono
propria, guidata dal solo GPS, già nutrita collezione, sperando
poi 17 pezzi di resina (stranamente
dotata di ali plananti e sganciabile EDUARD 1/72 anche in versioni future per la mari-
azzurra) stampata in maniera otti-
da varie decine di chilometri; uti- na statunitense........non che non ne
ART. 73628, 72667, CX507 abbia beninteso.
male e priva di bolle d’aria. Quattro
lizzata sui principali aerei da com- parti vanno a sostituire completa-
Come sempre Eduard dedica il
Una delle ultime scatole di Airfix, mente il cockpit e fra queste spicca-
principale set agli interni ed esterni;
questa in particolare è un buon no un sedile ed un pannello stru-
guardando le istruzioni vi sono
prodotto che stupirà sicuramente menti veramente ben realizzati,
molte cosine interessanti e pezzi
gli amanti dei bombers a stelle e abbiamo poi le consolle laterali e il
piccolissimi da manipolare con
strisce; certo piccoli peccati di gio- pianale posteriore.
molta attenzione e con microscopi-
ventù vi sono sempre, ma niente di Troviamo inoltre due portelli carrel-
che gocce di colla, mi riferisco
eclatante. lo e un bel ruotino anteriore, più
soprattutto ai tergicristalli esterni
Ecco i primi set; un classico sono fini dei corrispondenti pezzi in pla-
del canopy, alcune fibbie di raccor-
gli interni e gli esterni compresi in stica, nonché due cornici per le il
do da incollare sugli scarichi, ma
un unico blister, la seconda confe- bordo d’entrata delle prese d’aria. I
battimeto americani dal 1999 ed anche antennine varie; questi della
zione riguarda il dettaglio del vano pezzi sin qui elencati possono esse-
anche anche in diverse operazioni Eduard hanno curato molti dettagli
bombe e poi le utilissime mascheri- re usati per ogni MB.326K, cioè sia
militari, fu inventata per sostituire interessanti per meglio abbellire il
ne. EG per i prototipi italiani che per gli
le Paveway ed i missili Maverick. Il kit. Il secondo set è il classico bli-
esemplari esportati in altre nazioni
modello C differisce dal modello A ster per realizzare i flaps aperti,
(Brasile EAU, etc…).
solo per il fatto che è costruita per essendo il C-47un pò più grosso di
Di tipicamente sudafricano sono
le specifiche della US Navy, dotata un normale caccia monomotore,
presenti delle estensioni da aggiun-
di sensore IR ed una testata di dovremmo manipolare un pò più
gere alla parte posteriore dei serba-
guerra a frammentazione e pene- facilmente questi pezzi; per l’ulti-
toi supplementari e delle antenne
trazione. mo blister abbiamo tutta una serie
ECM da montare sulla parte ante-
Il blister di Brassin contiene due di cinture da applicare ai sedili
riore dei serbatoi stessi. Il set si
corpi bomba in resina, le alette interni del vano di carico, in caso di
completa con due belle sleek bomb
stabilizzatrici posterori in metallo, realizzazione di un aereo trasporto
utili a corredare almeno due dei
2 coppie di ali montabili estese e/o truppe; sono sessanta cinture ven-
numerosi piloni sub-alari.
chiuse, due coperture superiori del trali, ma ho visto che il kit prevede
vano ali, tutto questo in resina, ed
Kittyhawk Mk.Ia molti meno sedili, sicuramente
La spedizione dal Sudafrica è un
po’ lunga (circa 40 giorni) e costosa
infine le immancabili decals. interiors/exteriors, viste le dimensioni, Eduard ha cal-
perché il pacco deve girare su
EG Landing flaps, Mask colato la sparizione di pezzi metal-
Londra, in alternativa i prodotti di
llici durante il montaggio ed infine
questa marca sono reperibili presso
le solite ma utilissime mascherine.
l’Aviationmegastore in Olanda, i
EG
F-15E EDUARD 1/72 tempi di consegna in questo caso
sono molto brevi ma non si rispar-
ART. 73621, 72660, CX501 mia nulla sui costi di spedizione,
anzi. P.M.
EDUARD 1/72 Continua il discorso iniziato tempo
ART. 73626, CX 505 fa su queste pagine riguardo le
fotoincisioni per gli ultimi aerei di
L’F-15E di Academy fa parte di Special Hobby, in questo caso il
quella schiera di kit, della casa Kittyhawk Mk.Ia, o se meglio prefe-
coreana, considerati un mix tra gli rite P-40E. Cosa abbiamo nella glo-
snap tite ed i classici, un melange balità di questi blister ? Una busta
di incastri e punti dove mettere con gli interni e particolari per gli
esterni, per lo più dedicati ai vani
colla; io personalmente la colla la
carrelli, le gambe, i portelli ed infi-
Set di conversione per IMPALA
metterei comunque in ogni punto
ne i filtri del grosso muso; a seguire Mk.2
di giunzione, sta di fatto che que-
sti kit in 1/72 sono belli come det- tutto l’occorente per inserire e mon-
taglio ed abbastanza piacevoli a tare i flaps aperti e per finire le
montare. Naturalmente tutto intor- immancabili mascherine. EG SCALEWORK RESIN MODELS
no vi è un corollario di accessori, (ALIAS MB.326K)
datati ed odierni che possono esse-
re utilizzati; la Eduard p.es.offre La Scalework Resin Models è una
questo blister di fotoincisioni con piccola ditta sudafricana specializ-
tutto l’occorrente per il cockpit e zata nella produzione di kit e con-
le parti esterne, scarichi compresi; versioni in resina di modelli che
questi ultimi sono un pò arzigogo- hanno servito con la SAAF.
lati nel montaggio per i meno Abbiamo ordinato questo set dedi-
cato al macchino monoposto che
ha servito in 100 esemplari con
l’aeronautica sudafricana ed è stu-
C-47 interior /exterior, diato appositamente per i kit ESCI
landing flaps, e/o Italeri dell’MB.326K, vediamo
come si compone.
cargo seatbelts mask
La scatola di cartone è robusta e
garantisce la tenuta anche durante

60 SKYMODEL 104/18
LA FIERA DEL MODELLISMO
N°1 IN ITALIA

Verona 2-3 Marzo 2019

Aeromodellismo Automodellismo Navimodellismo Ferromodellismo Modellismo Special Modellismo Area LEGO®


Statico Area Macchine da Lavoro

Gaming, Vintage & Future

in contemporanea a

60a FIERA DELL’ELETTRONICA


DELL’INFORMATICA E DEL RADIOMATATORE
www.modelexpoitaly.it
62 a 66 scatole _58 a 66 scatole 20/11/18 12:08 Pagina 62

L’hangar
F-104 Starfighter G/S

ITALERI 1/32
ART. 2514
DISTRIBUITO DA *PAMA TRADE SRL*

Un upgrade del primo kit del F-104 di Italeri


in scala 1/32; le stampate sono perfetta-
mente le stesse, cambiano le decals per
ben otto versioni e viene aggiunta una
stampata in più, contrassegnata con la let-

62 SKYMODEL 104/18
62 a 66 scatole _58 a 66 scatole 20/11/18 12:08 Pagina 63

L’hangar
tera G, contenente il Pod Orpheus, i lancia- anch’essi; ad onor del vero sono stati cor- due rotori a tre pale, fu testata sul banco di
tori di Chaff, le bombature per i portelli del retti altre “disattenzioni” riscontrate nei pre- prova dimostrando di funzionare straordina-
carrello anteriore ed infine la gondola delle cedenti kit di questo aereo, meno male ! riamente bene, tuttavia questa non fu consi-
fotocamere, ovviamente per realizzare delle EG derata un’opzione per uso militare. Il kit è
versioni da ricognizione fotografica; purtrop- quasi una replica del precedente V-6, ma
po il Pod Orpheus non è dei migliori a livel- con qualche pezzo in meno per far posto al
lo di dettaglio, infatti le finestrelle delle foto- secondo seggiolino dell’osservatore e l’ag-
camere sono obliterate, anche se le misure Flettner Fl 282 V21 “Kolibri”
generali sono buone; cosa che invece non
si ripete sulla gondola fotografica, la quale
risulta fuori misura di ben 5 mm, queste
considerazioni sono frutto di accurate misu-
re realizzate da un collega modellista
MINIART 1/35
appassionato di questo aereo, autore di libri ART. 41003
e che dedica molto tempo alle misurazioni
sul campo.
DISTRIBUITO DA *PAMA TRADE SRL*
Veniamo alle decals, dicevo 8 versioni:
Miniart continua l’evoluzione del Kolibri pro-
AMI F-104G 132° Gruppo, 3° Stormo,
ponendoci la versione V-21 che come la
Villafranca 1983
successiva V-23 sono state costruite come
AMI RF-104G 28° Gruppo, 3° Stormo,
biposto; un osservatore, infatti , sedeva con
Villafranca 1985
la schiena al pilota nella fusoliera dietro il
AMI F-104S 10° Gruppo, 9° Stormo
blocco motore; ciò ha reso necessaria la
“Francesco Baracca” Grazzanise 1985
rimozione del serbatoio del carburante della
Koninklijke Luchtmacth RF-104G 306
fusoliera,ma è stato sostituito da due serba-
Squadron, Volkel air base, Holland 1978
toi cilindrici non protetti montati esterna-
Luftwaffe RF-104G AG 52, Leck air base,
mente su entrambi i lati del sedile del pilota.
Germany 1967
Inoltre, una diversa disposizione del rotore,
Hellenic Air Force RF-104G 116 Pterix,
Arakos air base 1992
RCAF CF-104G 417 ST/R (O.T.U.), Cold
Lake , Canada 1979
Belgian Air Force F-104G “SLIVERS
Aerobatic Display Team”, 1 Wing Golden
Falcon 1971
Tutte belle ed interessanti indubbiamente,
ma peccato che vi sono anche alcune
imperfezioni sui due fogli decals, le più visi-
bili sono la grandezza delle coccarde italia-
ne, veramente fuori misura, e i simboli dei
ganci di colore giallo sovradimensionati

SKYMODEL 104/18 63
62 a 66 scatole _58 a 66 scatole 20/11/18 12:08 Pagina 64

L’hangar
giunta dei due serbatoi esterni menzionati; rale fresco di fabbrica: il 37438 nella classi-
una sola versione proposta: ca mimetica a foglie morte e il 37449, ultimo
Schweidnitz, Germania Maggio-Settembre Viggen ad essere prodotto, che è possibile
1944. EG riprodurre nella mimetica a due toni di gri-
gio, sia con le insegne dello Stormo F16 di
Uppsala che con quelle dell’F4 di Frösön in
cui ha terminato la sua carriera.
Saab JA 37 viggen Salutiamo quindi con estremo interesse
questo nuovo kit che va finalmente a rim-
piazzare l’ormai vetusto kit della Heller
(unica a realizzare il JA 37 in scala 1/72) e
vi rimandiamo ad un prossimo articolo per
mostrarvi come si monta. Per chi fosse inte-
TARANGUS 1/72
ressato ad altre versioni ricordiamo che
La Tarangus, a quattro anni di distanza dalla
Special Hobby declinerà questo stampo
prima uscita in scala 1/48, torna ad occu-
come AJ 37 e Sk 37 a partire dal maggio
parsi del JA 37, questa volta nella scala
2019 mentre Tarangus avrà in futuro una
1/72.
scatola dedicata ai ricognitori SF 37 e SH
Per chi non avesse dimestichezza con i pro-
37. MP
dotti SAAB ricordiamo che la J indica la pri-
maria missione, in questo caso la caccia
(Jackt). Questa scatola quindi è dedicata
alla versione da intercettazione del classico Albatros D.V
Viggen (AJ 37 dove la missione principale è “Manfred von Richthofen“
Attacco) che si caratterizza per il cannone in
gondola ventrale ed una fusoliera legger-
mente più lunga, circa 1,5 mm in scala 1/72.
Il modello, per nostra fortuna non è panto- WINGNUT WINGS 1/32
grafato ma tutto nuovo con tanti accorgi-
menti volti a risolvere i numerosi difetti pre-
ART. 32601
senti nel fratello maggiore e, speriamo, a
Con questo kit, Wingnut Wings inaugura
facilitarne il montaggio: ad esempio notiamo
una nuova serie in cui alcuni soggetti che
subito la presenza di 4 attuatori per le
erano usciti dal catalogo tornano con l’ag-
superfici mobili di ciascun canard, la possi-
giunta del figurino di un famoso asso. Non
bilità di montare la turbina del generatore di
si poteva iniziare che con il Barone Rosso!
emergenza aperta (posizione obbligata, se
L’operazione è provvidenziale per chi aves-
non lo si vuole realizzare in volo perché il
se perso l’edizione originale del filante cac-
cia tedesco, anche se la scelta del foglio
decals è limitata ai soli esemplari pilotati da
Richthofen (ma con una sorpresa!).
L’Albatros D.V, aereo elegante ma afflitto da
relativo sportello si apriva e chiudeva all’u- cronica fragilità dell’ala inferiore e perciò
nisono con i portelli dei carrelli), e pneuma- poco amato da Manfred e dai suoi colleghi,
tici finalmente di dimensioni adeguate. Un è uno dei primi prodotti dalla Wingnut
difetto purtroppo è rimasto: sul cono di coda Wings. Per questo è leggermente meno raf-
sono presenti due sporgenze che devono finato di altri realizzati in seguito e non ha la
sparire ed essere sostituito da un pannello riproduzione delle chiodature sul legno della
di ispezione quadrato (a dire il vero ben fusoliera che può vantare ad esempio il
poco visibile) a filo con la superficie esterna. Roland D.VI. Si tratta comunque di un
Per il resto non possiamo che lodare la rea- pezzo di prim’ordine, che rappresenta in
lizzazione con ali e vani carrello particolar- pieno la filosofia di questo produttore: detta-
mente ben riusciti, condotti prese d’aria glio fine e completo ottenuto con un limitato
profondi e continui fino alla ventola del uso delle fotoincisioni ed un numero ridotto
primo stadio del compressore del motore, di parti in plastica, perfezione degli incastri
ottimi dettagli finemente incisi, abbondanza e relativa facilità di assemblaggio, ottime
di antennine e bugne per i sensori come il decals e istruzioni che costituiscono vere e
Radar Warning Receiver da posizionare proprie monografie.
nella parte più sporgente della coda. Ottimo Gli interni, ben visibili dall’abitacolo aperto,
anche il cockpit composto da vasca, doppia sono molto completi e i quadranti degli stru-
fila di consolles laterali, pannello strumenti menti in decalcomania non fanno rimpian-
specifico per la versione, manetta, pedalie- gere le fotoincisioni. La stampata del moto-
ra e cloche. Il seggiolino eiettabile invece re Mercedes D.III include anche le parti del
soffre dei soliti limiti della plastica e in que- DIIIa, non montato sugli esemplari proposti.
sto caso appare con struttura laterale deci- Ci sono quattro eliche, di cui una da non
samente troppo spessa. Anche il tubo di usare, e due diversi radiatori alari da mon-
Pitot è poco realistico ma in questo caso tare a seconda dell’esemplare scelto. I
possiamo confermare che non è riproducibi- montanti alari sono come sempre fini ma
le in plastica perché quello del Viggen è robusti, con solidi incastri. Sono inclusi
veramente molto sottile. Il kit si compone di anche i montanti a V col braccetto aggiunti-
6 stampate in plastica grigia, piuttosto soffi- vo e differenti dischi copriruota, che erano
ce, 1 stampata per i trasparenti (belli e cri- usati solo sul D.Va. La banca dei pezzi rin-
stallini) un ottimo foglio decals, perfetta- grazia. Delicate e convincenti le cuciture
mente stampato, un chiaro libretto di istru- sulle centine alari, mentre dei tre parabrez-
zioni su carta patinata, una fotocopia conte- za trasparenti forniti solo uno è da utilizza-
nente una errata corrige per le istruzioni e re. Le fotoincisioni in ottone comprendono
una bella pagina a colori con gli schemi le cinture di sicurezza, una cinghia di bloc-
mimetici possibili: il 37439 in metallo natu- caggio del cofano motore, la lamiera di

64 SKYMODEL 104/18
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16 17 SPIRALE DELL
DELL’OGIVA
’OGIVA
’OGIVA MACCHI MC 205 VELTRO
VELTRO 1118
1118

MACCHI MC 205 DA
DATA
TA STENCILLINGS
SCALA 1/32 SCALA 1/32
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TM 32/2102
MACCHI MC 205 VELTRO
VELTRO
R.S.I. NATIONAL
NATIONAL INSIGNA
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Questi tipi di decalcomanie sono stampate con stampante laser
e hanno il film unico, per usarle il modellista deve procedere
seguendo le istruzioni allegate all’articolo.
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L’hangar
giacca di pelle aperta, mano sul fianco e solana copertura del bordo bianco della
caschetto in mano. croce in fusoliera.
Contrariamente alla maggioranza dei suoi 7. Fokker Dr.I 127/17. Sopra la tipica mime-
colleghi, si direbbe che il nostro eroe non tica Fokker (striature a pennello verde oliva
fosse particolarmente interessato all’esteti- sopra e azzurro sotto), il rosso è applicato
ca dei suoi aerei. Forse perché ne aveva su muso, ruote, montanti, ala superiore,
diversi a disposizione anziché uno “suo” e coda, parte posteriore della fusoliera e
gli impegni del comando imponevano di dorso della fusoliera fin quasi all’abitacolo.
limitare le perdite di tempo, ma pilotava sia Anche qui il modello suggerito è il Roden.
velivoli interamente rossi che dipinti solo Se l’Albatros D.III del produttore ucraino è
parzialmente e frettolosamente del suo un buon kit, il Triplano lascia un po’ a desi-
colore preferito, talvolta addirittura copren- derare e sarebbe ora che ricevesse le cure
do le insegne di nazionalità. In ogni caso, il della Wingnut Wings…
più delle volte, le livree avevano un aspetto http://www.wingnutwings.com/ww/
piuttosto “pasticciato”. M. M.
Questi gli esemplari da lui pilotati riproduci-
bili grazie all’ottimo e completo foglio della
Cartograf:
1. 1177/17, uno dei primi esemplari prodot-
ti, fotografato già in forza alla Jasta 11 ma
ancora con la mimetica di fabbrica: fusolie-
ra in legno naturale chiaro lucido e velatura
mimetizzata con bande verde e malva
sopra e azzurro sotto. L’abitacolo è dotato di
un poggiatesta carenato.
2. Sempre il 1177/17 ma dipinto interamen-
te di rosso. Le croci in fusoliera e sul timone
sono sovradipinte ma traspaiono, mentre
sulle ali sono scontornate per lasciare la
parte nera visibile. Il poggiatesta è stato
rimosso.
3. Matricola sconosciuta, pilotato da
Richthofen quando fu ferito alla testa il 6
luglio 1917, probabilmente da fuoco amico.
Alla livrea di fabbrica si sovrappone il rosso
applicato su muso, superfici superiori delle
ali e coda. Se la croce di coda è stata coper-
ta dal rosso, su quella in fusoliera sembra
che il contorno bianco sia stato raschiato
via, o coperto da un colore indefinito. Quasi
un tentativo di rendere meno visibile l’aereo
che però stride con le estese superfici
rosse.
4. D.2059/17. Questo esemplare era al cen-
tro del campo in occasione di una visita alla
Jasta 11 del generale Ludendorff, accolto
da Richthofen con la testa fasciata a causa
del precedente incidente. Difficile dire se
fosse uno dei “suoi” D.V oppure scelto per
altri motivi. Le ali sono mimetiche verdi e
malva, la fusoliera davanti all’abitacolo è
rossa mentre posteriormente è in un colore
apparentemente diverso ma indefinito, rap-
presentato ipoteticamente come giallo.
5. Matricola sconosciuta. Questo Albatros
appartenne a Franz Müller e, oltre alla
mimetica di fabbrica arricchita da muso,
ruote e montanti rossi tipici della Jasta 11,
aveva come insegna personale la coda
bianca, una banda verde in fusoliera che
includeva la croce e, davanti a questa, una
striscia bianca sottile. Richthofen fu fotogra-
fato su questo aereo, stavolta però con la
coda scura Se questa fosse verde o rossa
non si sa, credo comunque che l’unico
modo di conferire a questo esemplare un
minimo di attendibilità sia riprodurlo com’e-
ra ai comandi di Müller.
Ed ecco la sorpresa!
copertura della fusoliera davanti al pilota, 6. Albatros D.III, matricola sconosciuta. Per
quella che copre l’ingresso dei comandi riprodurre questo D.III pilotato dal Barone
degli alettoni sull’ala superiore e le griglie Rosso durante il “Bloody April” 1917,
delle mitragliatrici. Per gli scansafatiche Wingnut Wings propone di usare il kit
incalliti, queste ultime sono anche intera- Roden. Le ali erano mimetizzate in verde
mente in plastica (ma non c’è paragone). chiaro, verde scuro e marrone rossiccio
Il figurino, molto somigliante, riproduce un sopra, mentre sotto erano in azzurro. Il
rilassato Manfred von Richthofen con la resto del velivolo era rosso, con una gros-

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05 EW
No. 267 Squadron, Royal Air Force, Bari,Italy, 1944. 110 .2
A

A11005 GLAS DAKO


DOU TA
AVRO SHACKLETON AEW.2 5A M
01

K.
A08

III™

“Dougal”, No.8 Squadron, Royal Air Force Lossiemouth,


Moray, north east Scotland, 1980. Aircraft now preserved
at the Museum of Science and Industry, Manchester, England.

“Ermintrude”, No.8 Squadron, Royal Air Force Lossiemouth,


Moray, north east Scotland, 1979.
MR.2
KLETON
A11004 AC
SH
AVRO SHACKLETON MR.2 VRO
A
4
00
1
A1

No.224 Squadron, Royal Air Force North Front, Gibraltar,


September 1957.

No. 204 Squadron, Tengah Air Base (formerly Royal Air Force
Tengah), Singapore, January 1972.

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