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MY WAY

Il mio sistema
di Pier Francesco Grizi

modello:
Focke-wulf 190a3
Tamiya 1/72
Colori Gunze acrilici
Decals aeromaster
My way

Passo 1
Nella prima foto ho dato una mano
leggera di RLM 76, Gunze H417 diluito
bene con alcool, sulle parti latero-inferiori
del modello.

Avendo il colore RLM 76 nel serbatoio ho


aggiunto via via del bianco H316 e molto
alcool, per schiarire il centro dei pannelli e
fare delle prime strisciate di sporco.

A questo punto ho dato una ripulita


all’aerografo, ho ripreso il 76 (H417), una
pennellata nel serbatoio dell’aerografo più
una punta di pennello fine di H54 Navy
Blue, per scurirlo un po’. Al posto del grigio
o del nero questo blu-grigio funziona
meglio con l’RLM 76 a mio parere. Alcool
in quantità. Questo serve per scurire le
linee di pannellatura e abbozzare altre
sporcature e scarichi.
Ho dato alcune rifiniture. Un particolare
dell’aereo nell’ultima sessione

Oggi ho fatto alcune sporcature usato i


Gunze H61 IJN Gray, H314 Blue fs35622 e
H81 Khaki.
L’H61 è un grigio leggermente terroso e
serve a rompere la monotomia cromatica
dell’RLM 76. Stessa cosa per l’H314 che
invece dà sull’azzurro. l’H81 invece serve
per le sporcature tipo terra, polvere e
simili.
a queste aggiungerò delle sottili
sporcature con lo Smoke Gray Gunze, ma
solo quando avrò messo le decals, per
poterci passare sopra.

Sicuramente correggerò ancora con l’H471


RLM 76, ma questo più avanti, dopo che
avrò fatto le macchioline perché, ci posso
scommetere, qualcuna sbaverà o farà delle
macchie strane che riprenderò, appunto,
con l’H417.
ah. L’aerografo è un Richpen 212.
My way

Note:
Per gli aerei tedeschi con macchie sui fianchi e con kit di marca come questo (Tamiya) solitamente uso lasciare
a parte i piani di coda. Danno meno fastidio quando si dipingono i fianchi poiché vado vicinissimo all’aereo,
praticamente lo tocco. Naturalmente prima verifico attentamente la posizione e il modo in cui si incastrano i
pezzi. Poi c’é mamma Tamiya che ci pensa. Nel caso ad esempio di Special Hobby invece faccio tutto prima,
incollaggio, stuccature ecc.
I
n questa fase faccio tutto a mano libera, però anche qui vado vicinissimo al modello, seguendo le linee di
pannellatura, pressione bassissima e duse chiusa.
Per profilare le pannellature sto praticamente attaccato al modello, al massimo 1-2 mm (!!!) Bisogna fare
attenzione a due cose: non rigare la vernice con la punta dell’aerografo; avere il colore estremametne diluito
(10%colore, 90% alcool) e una pressione molto bassa. Sul mio compressore Olympos mini la metto a 0.5 circa,
ma mi regolo di volta in volta, comunque al ribasso.

In effetti il contrasto è volutamente molto accentuato (dal vivo lo è ancora di più!) proprio per questo motivo.
Nei vari passaggi opaco-lucido ci sarà un po’ di perdita. Nel caso delle sporcature potresti aver ragione. La mia
è solo una realizzazione “pittorica” per dare un effetto un po’ più movimentato alla superficie del modello.
Guardando le foto degli aerei veri si vede che la mimetica non è quasi mai perfetta, ma ha un aspetto usato,
variegato, macchiato e con tonalità diverse. Questo è il mio fine.
Passo 2

Ho mascherato la fusoliera, la parte sotto


delle ali e i tettucci, aiutandomi con nastro
Tamiya e con delle vecchie mascherine
Eduard, quelle grigie terribili:

a questo punto ho dato la prima mano di


Gunze H69 RLM 75, diluito solo con alcool.
Prima sulle ali e i piani orizzontali:

poi, col colore ancora nell’aerografo, ho


tolto velocemente la mascheratura, ho
diluito di più il colore, ho abbassato la
pressione e piano piano ho dato l’RLM 75
sulla fusoliera e ho cominciato a fare le
prime macchioline:
My way

Queste foto le ho fatte un po’ di corsa,


sono leggermente sfocate.
Il prossimo lavoro sarà aggiungere tonalità
e altro all’RLM 75, un po’ come gà fatto
col sotto.

Sull rlm 75 puro ho dato una prima


schiarita con H69 e H306 grigio più chiaro,
al centro dei pannelli:

A questa mistura ho aggiunto ancora del


bianco H316 e ho schiarito leggermente il
centro, in modo abbastanza casuale:

Pulito l’aerografo, ho ricaricato un po’ di


H69 e scurito con del H331 Dark Sea Gray
Infine ho dato delle tonalità diverse con
dell’H53 Neutral gray prima che poi ho
sporcato del dell’H72 Dark Earth

adesso l’RLM 74
In primis ho realizzato delle mascherine di
cartoncino che ho fissato con striscioline
di Uhu tack per staccarle leggermente
dal modello e ottenere un bordo appena
sfumato tra i colori:

Poi ho mascherato le parti restanti per non


sporcare il lavoro precedente:
My way

A questo punto ho spruzzato la base di


RLM 74 H68 Gunze:

Ho diluito molto il colore di base e ho


aggiunto un po’ di H308 gray per schiarire,
come solito, il centro dei pannelli:

Il 308 è un grigio diverso dal H306 usato


per il 75. È meno violaceo del 306 e si
intona meglio con l’RLM 74.

A questa miscela di colori, sempre


estremamente diluiti all’alcool, ho
aggiunto ora una punta di H71 Middle
Stone, per desaturare un po’ il colore
e movimentare le tonalità. Entrambe i
passaggi sono stati fatti in modo un po’
errattico al centro dei pannelli oppure in
striscie longitudinali, passando l’aerografo
velocemente e vicinissimo al modello,
sempre moòto chiuso e a bassa pressione:
a questo punto mi sono accorto di aver
completamente dimenticato la parte della
fusoliera!! Poco male, perché avevo finito
le schiariture e quindi ho velocemente
ripulito l’aerografo e l’ho caricato di nuovo
con RLM 74 - H68 puro e diluito bene.
Ho quindi fato a mano libera la fusoliera,
compresa di macchie.

Ho diluito quindi ancora l’H68 e ho


aggiunto un po’ di H77 Tyre Black. Ho
scurito le linee di pannellatura e un po’
i pannelli, qua e là, sempre con effetto
casuale

Ora posso togliere le mascherature e


vedere l’effetto

C’è un’ombra sull’RLM 75 dell’ala destra,


data dall’Uhu Tack, ma andrà via alla
prima passata di lucido.
a questo punto ho finito i tre colori
principali della mimetica: RLM 76, 75 e 74.
My way

Note:

La prima mano la dò sempre da barattolo, come base, solo diluita con alcool. Dopo intervengo con schiarimenti,
scurimenti e altro...

L’H53 è passato leggermente sul 75 per variare la cromia. È infatti un grigio tendente al rosso-viola anche lui,
ma con tonaità diversa. Ho fatto delle striscie e delle parti su alcuni pannell, in maniera abbastanza casuale.
Il 72 è dato principalmente sulle zone di calpestio, intorno alla radice alare e in qualche striatura per simulare
colature o sporchi.

Le macchie in 74 sono più decise anche perché il colore è semplicemente più scuro e spara di più in foto. Il
discorso delle macchie è ancora aperto: devo riprenderle e definirle con il 76 ed eventualmente ancora con gli
altri due colori. Più avanti lo farò, prima di dare il lucido, e spero di essere esaustivo (e soprattutto di non fare
casini...)
Passo 3

Oggi ho realizzato la parte di giallo


RLM 04 del Fw 190 a-3. Ho cominciato
mascherando e dando una prima base di
bianco Gunze H316 ben diluita come base
sulle parti non mascherate:

Dopodiché, ripulito alla meglio l’aerografo,


ho passato diverse velature di giallo RLM
04 - Gunze H413 in modo da usare la
parte di bianco per schiarire il giallo nel
centro dei pannelli e ho insistito di più
ai lati in modo da variare la densità del
giallo:

in questo particolare si vedono le


striscie sul timone, che danno maggiore
profondità alla colorazione:
My way

Mantenendo il giallo nel serbatoio ho


aggiunto una punta di H72 Dark Brown
per scurire il giallo. È importante usare
colori che scuriscano e desaturino il colore
di base, come in questo caso il marrone, e
non il nero o il grigio scuro, che avrebbero
dato una tonalità gessosa spegnendo la
cromia. Il marrone, essendo affine al giallo,
mantiene brillantezza.

Un particolare del muso:

Un altro piccolo particolare: la parte dietro


gli scappamenti che sarà circondata da
una decals e, visto che avevo lH77 Tyre
Black pronto, anche le ruote (True Details)!
Prima solita mascheratura:
Poi spray di H77:

Risultato finale:

Ci sono ancora parecchie cose da


sistemare: non guardate la parte dietro
il canopy, è da rivedere. Devo ripassare
con calma i fianchi della fusoliera per
migliorare l’aspetto delle macchie e quella
sarà una bella cosa..
My way

Passo 4

Allora, con il Gunze H416 RLM 76, oggi ho


rifinito le macchioline e dei piccoli sporchi
sulla mimetica.
Con il colore molto diluito con alccol ho
ripassata il bordo delle macchie e ripulito
la fusoliera da sbavature, piano piano, con
il getto ridotto allo spessore minimo.
Non contento, visto che avevo l’aerografo
pronto, ho dato anche una ritoccatina qua
e là alle macchie con l’RLM 75 e il 74,
sempre Gunze

Ecco il risultato.
Prima:

e dopo:

I prossimi passi saranno una sistemata alla


piastra posteriore del cockpit e poi
una passata di Future.
Ora è tempo di spruzzare una bella mano
di cera acrilica trasparente lucida Future
(la mitica):

atteso che quest’ultima si asciugasse, ho


messo, pian piano, tutte le decals previste
per il soggetto scelto, aiutandomi con i
liquidi Microsol e Microset:

asciugate anche le decals, ho ripreso


l’aerografo e ho preparato un po di RLm
76 e, poi, di RLm 74 ESTREMaMENTE
diluiti, una punta di pennello con tanto
alcool, e li ho passati sulle decals, il 76 su
quelle in fusoliera e sotto, il 74 sopra le ali
e un po’ di sporco sugli scarichi.
Confrontate le foto sotto con quella sopra:
questo passaggio serve a desaturare le
decals e ad abbassarle di tono per effetto
scala, altrimenti “sparerebbero” troppo:

Fatto ciò ho ripassato sul tutto un po’ di


Future, per sigillare:

Glie effetti della desaturazione sulle decals


My way

Ed ora un po di colore ad olio nero diluito


con il White Spirit ed un bel lavaggio.

Ecco l’orrenda mistura:


No, non volevo rovinarlo! Niente paura.
Con un fazzoletto di carta dopo 10 minuti
ho strofinato piano piano il modello e ho
tolto tutto l’eccesso.
Bisogna farlo con mano leggera e
pazienza. Ecco in queste foto il risultato
finale.

Bene, a questo punto siamo pronti per


dare il trasparente opaco.
My way

Note:

Prendo uno stecco degli spiedini, che ha una punta conica. Lo infilo nel buco dell’elica e premo leggermente,
fino ad avere una buona tenuta, poi lo faccio reggere dalla “terza mano”. Finora ho avuto pochi problemi.

Lo strato di lucido deve essere bello lucido e asciutto e non deve essere sccarso ma dato uniformemente in
buona dose. Io uso del White Spirit che ho trovato in Francia, ma penso che della buona trementina possa essere
simile. diluisco molto la mistura: un po’ di colore a olio nero e un bel po’ di diluente, deve essere un nero si, ma
trasparente. Non lasciarlo asciugare del tutto, 10-15 minuti e poi togliere piano piano con un fazzoletto di carta.

Segnalo che è importante lavorare sul lucido per differenza: se usate un lucido acrilico dovete fare il lavaggio
con un acquaragia o white spirit e olio o anche humbrol. Se invece usate un lucido a smalto dovete usare un
lavaggio con base ad acqua. Questo è importante per avere una buona riuscita del lavaggio, oltre a rispettare i
tempi di asciugatura del trasparente.

Attenzione. Il fondo deve essere bello lucido ma non deve essere spesso, altrimenti ti riempie le pannellature
e non rimane una volta che lo togli. Io uso solo del nero a olio ben diluito, non marrone o altro. Se si diluisce
bene nelle pannellature rimane un bel grigio, ne troppo scuro ne troppo chiaro. Quando lo hai passato, aspetta
10 minuti max, ma usa dei fazzoletti di carta tipo Tempo o Kleenex, NON della carta da mani industriale che è
troppo porosa e entra nelle pannellature, rimuovendo il colore! Io non bagno il fazzoletto neanche col diluente,
lo passo piano piano, con un movimento circolare (tipo: “metti la cera, togli la cera”) senza premere, passando
finche la carta non mi assorbe tutto l’eccesso e fermandomi quando serve. Se levo troppo rifaccio solo quella
zona... Pian piano, passando e ripassando col fazzolettino, come se pulissi delicatamente qualcosa, dovresti
riuscire ad ottenere un buon risultato. Conditio sine qua non avere però uno strato non troppo spesso di vernici
(considera che hai lle mani di colore normale e poi quelle di trasparente, quindi alla fine devi dare tutto con
mano leggerissima!) altrimenti le pannellature vengono riempite e non funziona più il giochino!
Passo 6
Come promesso stasera ho dato una
passata di trasparente opaco.
Prima era così:

Preso l’aerografo, l’ho riempito con il


trasparente Flat Clear dell’aircraft Color,
a mio parere il migliore in giro - lo potete
ordinare direttamente dal sito, diluito con
4 gocce d’acqua distillata e passato sul
modello, a pressione 1,2 bar circa.
Ecco il risultato in queste immagini.
My way

e il sotto.
Il tutto in una unica semplice passata.
Notate come questo trasparente opaco
mantenga inalterate tutte le sfumature di
colore e come dia una patina realistica al
tutto.
Naturalmente ho spruzzato anche tutte
le parti non ancora montate: elica, ogiva,
carrelli, portelli e tettucci mascherati.
Ma non è ancora finita. Ora comincerò
un’ulteriore invecchiamento da fare sopra
l’opaco con un po’ di pennello asciutto e
soprattutto con i Carbhotello.

Note:

il trasparente della Aircraft Color è, a mio parere, uno dei migliori, se non il migliore, che abbia mai provato.
All’inizio usavo il Flat Microscale, ma dopo un po’ mi restava semilucido, il flat della Gunze rimane gessoso
(sempre secondo me), quello Tamiya mi pare granuloso e quello Testors acrliyc, come gli altri citati sopra, non ha
la stessa finitura dell’Aicraft Color. Ques’ultimo si comporta benissimo: bisogna solo diluirlo con qualche goccia
d’acqua, mescolare e spruzzare con pressione media e aerografo ad apertura media. Ha una finitura liscia e
opaca. Se confrontate la prima foto e la seconda vi rendete conto di cosa voglio dire. Per me, numero 1.
Per i colori il discorso è un po’ diverso. La gamma è ampia, con colori per la Luftwaffe, la RAf e per USAAF.
I pigmenti però devono essere trattati in un certo modo. Innanzitutto sono meno coprenti dei Gunze (i miei
preferiti) e richiedono l’uso imperativo di una mano di primer opaco altrimenti rischiate di vederveli aggrumare
sulla plastica. Col primer invece si comportano bene, sono satinati e lisci e vanno diluiti solo con l’acqua, poco
perchè sono abbastanza liquidi.
Passo 6 bis
Ecco un po’ di invecchiamento, usando i
pastelli Carbhotello. Con pastelli di diverso
colore faccio delle piccole righine, senza
premere troppo, segnando leggermente
dove voglio lo sporco o la colatura. Prima
così:

Poi, con un pennello tagliato, in modo da


avere delle setole più dure, strofino pian
piano la parte interessata per sfumarla, un
po’ come facessi del drybrush:

Faccio lo stesso sopra:

in particolare uso vari grigi, chiari o scuri, e


delle terre marroni, rosse e gialle;
My way

prima li passo LEGGERMENTE sul modello


opaco (mi raccomando opaco)

poi li strofino col pennello

Ecco il risultato finale:

Con questo metodo, ottengo delle


sfumature, sporcature o colature
particolare i dosabili e, in più, un effetto
cromatico molto vario. La condizione è
che io stia molto leggero con la punta del
pastello, che agisca sul modello opaco
e che strofini bene. Se il colore è troppo,
inumidisco leggermente con acqua il
pennello e pian pian lo tolgo.
Non vi tedio descrivendovi tutti i piccoli
passettini, vi dirò solo che ho eseguito
alcuni piccoli sporchi con i grigi H67 e
H106 Humbrol, simulato il metallo sotto
le scrostature con l’H 11 Silver Humbrol,
montato nell’ordine le armi (H53 Humbrol
+ drybrush con H11), i carrelli (realizzati a
parte, ruote True Detail con vari drybrush
di grigi e Dark earth), il canopy (incollato
la parte frontale con il trasparente opaco:
agisce per capillarità e dopo un po’ tiene
perfettamente, quella posteriore con
cianoacrilico data con la punta di uno
spillo) e infine il filo dell’antenna (sprue
nero stirato, tagliato leggermente più
lungo del dovuto, incollato con ciano e poi
ho avvicinato una sigaretta, lentamente,
fino a che non si è tirato perfettamente,
ritirando di colpo la sigaretta)(in verità
non fumo e ho usato un cotton fioc
infiammato, poi spento e avvicinato
quando ancora la brace era rossa... la
sigaretta è uguale) e ho fatto le luci di
posizione col rosso e il verde lucidi sempre
Humbrol, e voila!
Ecco le prime foto:
My way
acune note di fotografia digitale per modelli

Innanzitutto occorre avere una macchian fotografica digitale ddotat di:


macro, possibilità di impostare la priorità dei diaframmi, possibilità di impostare il bilanciamento del bianco
(white balance o simili).
Per ottenere risultati migliori occorrerebbero anche:
un cavalletto o uno stativo, due lampade, alogene meglio o da 100 w se lampadine normali, dei fogli di
cartoncino bianco un po’ spessi, cartoncini colorati blu o grigi o neri per gli sfondi (io mi sono cercato una
grossa immagine di cielo con nuvole su internet e lo stampata su un foglio a3, ottenendo uno sfondo naturale),
della carta d alucido per disegni architettonici.

Settate la macchina digitale in modalità macro e impostate la priorità di diaframmi: ricordate che più il
diaframma sarà chiuso più avrete profondità di campo, cioè più metterete a fuoco. Con un numero basso di
diaframma la messa a fuoco sarà sul punto focale e qualche millimetro prima e dopo di essa, aumentando il
diaframma anche la distanza di messa a fuoco aumenterà.
Traggo da wikipedia testualmente: in fotografia, la profondità di campo nitido o semplicemente profondità di
campo (abbreviato in PdC o DoF dall’inglese Depth of Field) è la distanza davanti e dietro il soggetto principale
che appare nitida (a fuoco). Per ogni impostazione dell’obiettivo, c’è un’unica distanza a cui gli oggetti appaiono
perfettamente a fuoco; la nitidezza diminuisce gradualmente in avanti (verso il fotografo) e indietro (in
direzione opposta). Il campo nitido è quell’intervallo di distanze davanti e dietro il soggetto in cui la sfocatura è
impercettibile o comunque tollerabile; la PdC si dice essere maggiore se questo intervallo è ampio e minore se è
ridotto.
Quindi chiudete il diaframma! Questo però inciderà sul tempo di scatto che inevitabilmente si allungherà. Ecco
quindi il bisogne del cavalletto per ottenere foto perfettamente ferme. Se non vi sentite sicuri scattando foto
a 1/8 o 1/4 di secondo ache col cavalletto (magari vi trema la mano...) impostate anche l’autoscatto e lasciate
scattare.
Posizionate le luci. Per ottenere una luce morbida consiglio di iazzare le luci a 45° dal soggetto, con un angolo
globale tra loro di 90°
soggetto

Luce 1 Luce 2
digitale

Le luci devono essere abbastanza vicine al soggetto, circa 56-70 cm e posizionate in alto, con un’angolazione
simile

Luce 1 Luce 2

soggetto

tavolo di appoggio
My way

A questo punto consiglio di mascherare le luci con un po’ di carta da lucido per architetti in modo da diffondere
la luce delle stesse e renderla più morbida.
Un altro modo è quello di girare la lampada dalla parte opposta e proiettare la luce su dei pannelli di cartoncino
bianco, orientandoli in mdo che la luce sia diretta sul soggetto e che così fungono da diffusore.

pannello bianco pannello bianco

Luce 1 Luce 2
soggetto

tavolo di appoggio

Il massimo sarebbe avere due ombrellini da fotografo... ma non posso cheidervi così tanto.

Questo per ottenere una luce morbida e diffusa.

Potreste anche volere invece una luce più forte, tipo quella del sole senza nuvole.
Non usate allora diffusori e usate una sola sorgente di luce, senza schermature e posizionata in alto, di lato e
leggermente dietro il soggetto.

Luce 1
Luce 1

soggetto

soggetto pannello schiarente


tavolo di appoggio

Dalla parte opposta della sorgente luminosa, piazzate un pannello bianco (cartoncino rigido) che vi permette
di illuminare le ombre, altrimenti troppo contrastate, ricreando l’effetto di illuminazione dell’ambiente naturale,
che riflette sempre un po’ di luce, e di diminuire il contrasto tra luce e ombra.
Otterrete un leggero controluce schiarito dal cartoncino.

In entrambe i casi, provate a muovere le luci, i diffusori e i pannelli fino a che non ottenete un’illuminazione che
vi piaccia.

A questo punto, con le luci accese, fate il bilanciamento del bianco, che serve a tarare la digitale sul tipo esatto
di temperatura di colore che state usando, rispettando così la cromia dei vostri modelli.
Solitamente bisogna settare su white balance-measure (a seconda della vostra macchina), mettere un foglio di
carta bianca sul piano dove fotograferete il modello e misurare.
Fate riferimento al libretto di istruzioni della digitale se avete dei dubbi.
a questo punto siete pronit per scattare, non prima di avere scelto le inquadrature.
Fate tante prove, provate e riprovate tanto, con la digitale, non dovete poi sviluppare le foto!
Le guardate subito, le tenete o buttate e ricominciate da capo!
Se avete dubbi o domande contattatemi sul Forum di Lilliput, area tecnica

http://www.amv-lilliput.org/forum

Ciao e buon modellismo!